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Adotta un lebbroso per Natale

Adotta un lebbroso per Natale

scritto da Andrea Foschini

 

Quando trovai nella cassetta delle lettere il solito piagnucoloso invito per adottare qualche disgraziato a distanza mi stupii che si trattasse di un lebbroso e ancor di più della dicitura “Adotta a distanza per Natale un lebbroso”.
Che mai vorrà dire “per Natale”? E poi i lebbrosi sono assistiti al lebbrosario. La storia era strana davvero. Insospettito e curioso mi recai al solo grande lebbrosario rimasto, dove il direttore chiarì che si trattava di uno specchietto per le allodole spiegandomi che, se volevo uno dei degenti per Natale, lui si prendeva sottobanco cinquecento euro, un prezzo da amico.
Divertito e certo che con il lebbroso tra i piedi avrei evitato tutti quegli orribili amici, parenti e ospiti in genere che ti infestano a Natale, ne scelsi uno che sorrideva sempre; eroicamente felice anche nella malagrazia, pensai, poi mi accorsi che le labbra e la carne intorno alla bocca gli eran state sbranate dalla malattia.
Due regole da seguire, disse il direttore; la prima: se il lebbroso perdeva pezzi per strada, frammenti di naso, di dita, d’orecchi, di glutei, di nuca e quant’altro, avrei dovuto infilarli in un sacchetto di plastica e riportarglieli per evitare che  poi il medico di turno si insospettisse trovando i buchi ma non i pezzi mancanti del puzzle. Seconda regola: se volevo divertirmi a pestare di botte il malato avrei allo stesso modo dovuto impacchettarne i pezzi smembrati e consegnarglieli per il motivo medesimo.
– Buon Natale, si diverta e me lo riporti per Capodanno; è stato prenotato da una famiglia di turisti napoletani per lanciargli qualche petardo in faccia. Sa, chi va ad accorgersi di una mutilazione in più o in meno in un malato simile? E ormai quasi la metà   sono state prodotte dagli effetti di tale ignobile traffico.-
Alle  parole “ignobile traffico” il direttore esplose in una risata sgangherata, torrenziale e forzata, e io in un momento sovrastai la sua con la mia, e il lebbroso sovrastò con la sua ambo le nostre. Poi il direttore si aprì in un saluto filantropo mentre trascinavo il mio talismano sorridente per un braccio. Passai il più bel Natale della mia vita, senza nessuno intorno.

 

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