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La Rivista Intelligente

La narrativa di Francesca Capelli

Argentana, Due cuori e una cohousing
Qui a Buenos Aires gli affitti sono cari, soprattutto se non disponi di un garante. Così, come molti stranieri, ho deciso di vivere in un appartamento con altre persone, come negli anni verdi dell’università, con la differenza che gli anni non sono più verdi. Gli argentini lo chiamano departamento compartido. Io, co-housing, così me la posso tirare un casino che sono una consumatrice critica e faccio la decrescita felice. Il co-housing, rispetto al monolocale, ha i suoi vantaggi: nel mio LEGGI
Argentana, Grand Voyage d’Italie
Grand voyage d’Italie Atterrare a Linate con la sensazione di andare in vacanza a casa propria. Ritrovare un appartamento troppo ordinato per essere il mio. Eppure è sempre quello, con qualcosa di diverso, le tracce di chi ci ha abitato in questi mesi. Come un gatto mi struscio contro pareti, oggetti, persone e cerco di lasciarci il mio odore. Socchiudo una porta per sbirciare che cosa è successo, in un anno, alla mia vita senza di me. Mani amorevoli, che mi tirano da una parte e dall’a LEGGI
Argentana, Scarpe da Tango
Scarpe da tango Ho comprato le mie prime scarpe da tango, e mia madre si è commossa quando le ha viste via skype. “Non avevi mai messo un paio di tacchi veri prima d’ora”, ha commentato. Ammetto che prendere lezioni individuali prima di frequentare un corso di gruppo sia segno, se non di paranoia, almeno di una personalità con tratti ossessivo-compulsivi e di un bisogno patologico di controllo. Però mi sono inventata un alibi geniale: inutile ballare – io, principiante quasi assol LEGGI
Argentana, Di case, famiglie e riti sociali
Di case, famiglie e riti sociali Mi sono chiesta a lungo, in questi mesi, in quale momento avrei potuto dire: “Ecco, sono qui, questa è casa mia, questo è il mio luogo”. Quando la mia presenza nella città dove ho scelto di vivere sarebbe stata naturalizzata. E mi è successo all'improvviso, con dolore, alcuni giorni fa, quando ho saputo della morte di una persona che conoscevo bene. Un artista brasiliano di 27 anni, Marcus Vinícius. Definirlo amico sarebbe millanteria, ma quando ci in LEGGI
Argentana, Odio di classe e magnifiche ossessioni
Odio di classe In Argentina ho imparato una cosa che finora mi è stata estranea. L’odio di classe. E la classe è quella burguesa - piccola o grande che sia – ignorante e che non sa nemmeno di esserlo. Con la sua magnifica ossessione: il dollaro. In tutti i paesi del mondo, e non solo quelli a valuta forte e stabile, la gente utilizza la moneta locale. Per chi ha buona memoria, avveniva anche in Italia prima dell’avvento dell’euro e non è che la lira non si svalutasse. Ma in Argent LEGGI
Argentana, Fenomenologia del piropo
Fenomenologia del piropo Lo ammetto. Sarà perché vanno tutti dallo psicanalista e sono abituati a raccontare, ma gli argentini con le parole ci sanno fare. Di più: costruiscono situazioni narrative e dialoghi che avrebbero fatto invidia a Nora Ephron. E ti fregano come ridere. Se poi sei una scrittrice e ti innamori della scena prima ancora che della persona, sei fritta. Non dirò di certe lettere d’amore, ché già è un miracolo riceverne, nell’epoca degli Sms a battute contingenta LEGGI
Argentana A Buenos Aires ogni bagno ha la sua storia
A testa in giù. A Buenos Aires ogni bagno ha la sua storia. C’è quello dove si può fare una doccia calda solo lasciando aperta l’acqua fredda del bidet. Quello in cui lo sciacquone funziona con due colpi brevi e uno lungo (punto punto linea) e quello dove il suddetto sciacquone si ricarica con un toc toc sulla cassetta. Si vocifera persino di rubinetti da cui continua a uscire acqua se la manopola viene chiusa fino in fondo, mentre il getto si ferma se si gira fino a metà. Molto più LEGGI
Argentana La merda non è cacca, il peso delle parole
La merda non è cacca. Nel senso che le parole hanno un loro peso specifico. E le parolacce ancora di più. E se vogliamo affrontare il tema delle puteadas (imprecazioni, turpiloqui) non posso in alcun modo censurarmi. Perciò, non aspettatevi perifrasi, puntini di sospensione, ics o asterischi. Percorrerò fino in fondo l’abisso della volgarità, sapendo che – cito Borges – “chi non ha dato tutto all’arte, non ha dato niente”. Un po’ di etimologia. Putear (verbo) e puteada (sost LEGGI

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