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La Rivista Intelligente

La narrativa di Giovanna Nuvoletti

Nel giorno del compleanno di mio padre
«Finalmente per queste mi amerai padre perfetto che distogli lo sguardo dal mio viso, padre beffardo che allontani il mio pianto fastidioso con un sorriso, finalmente per queste mi amerai, le mie parole?»   No, le poesie non osai mai mandartele. Oggi sarebbe il tuo compleanno. Le metto qui, una per volta. Ti parlo nel cielo, ti vedo, ricordo il giorno che tu, vecchissimo, mi chiedesti perdono di tutto. Il sole entrava dalla finestra sul divanetto dove eravamo LEGGI
Le bufale in rete pascolano fra gli hater
  È così: una carogna del web al mattino si alza e si domanda: «Che posso pubblicare di schifido oggi? Una catena di sant'Antonio, una calunnia lurida su un innocente, una notizia falsa che riempia di astio i miei polli? Che spinga le mamme a non vaccinare i bambini, che convinca le donne che la mammografia adesso costa un sacco di soldi? Chi accuso, chi avveleno, chi distorco di bello oggi?» E ghigna e si lima gli artigli fischiettando. No, egli non compie il male per il male: ha se LEGGI
Voglio vivere ancora
  Morte civile. Chiusa in casa tutto il giorno. Non posso mai uscire da sola. In galera sto. Ricevo continui inviti a mostre di fotografia, a presentazioni di libri interessantissimi, a dibattiti appassionanti. Vedo recensioni di film, di spettacoli teatrali. Sono Tantalo. Mi contorco di desiderio. Vorrei vivere. Basta. Mi frega cazzi se starò male, se cascherò, se il cuore sbatterà, se mi parrà di essere in un incubo, se la gente normale mi guarderà torcermi a terra come fossi u LEGGI
Sono diversa da un uomo Ma da una leonessa molto di più
  Sono femmina, come un'orsa, come una leonessa. Come una gatta. Miao. Come una alligatrice. Zac. Come una leonessa, un'orsa, una gatta ho partorito cuccioli, li ho allattati e coccolati. Diversamente dalla leonessa, continuerò ad amarli per sempre. Né avrei mai permesso, a un nuovo maschio nella tribù, di ammazzarmeli sotto il naso per far posto alla sua discendenza futura. Diversamente dall'orsa, non ho abbandonato i miei piccoli appena sono stati un poco capaci di arrangiarsi. D LEGGI
La foto di Aylan, il mondo, la morte
  La pubblico, la foto. Perché ha davvero toccato il cuore del mondo, perché ora alcuni governi Europei si stanno già muovendo per cambiare le loro politiche verso i rifugiati. Perché ha fatto capire la dolcezza e lo strazio di un bimbo morto. E metto anche il nome della fotografa che ha avuto il duro coraggio di scattarla. Mentre scrivo, Aylan, la mamma e il fratellino già sono stati seppelliti a Kobane, città curda martellata dalle bombe dell'Isis, turche, e pure di Assad. Città LEGGI
mare pance e nostalgia
  Qui dove nella serenità e nella pace, nel secolo scorso, eravamo pochi e belli - io che a volte osavo un imbattibile topless, tu col vitino di vespa, tu muscoloso e biondo, tu con la pancina piatta, tu col culetto sbarazzino, tu col bicipite guizzante. Noi che ci caricavamo due pomodori, un pareo e una pesca e ci inoltravamo nella spiaggia selvaggia e libera, ma poco lontana, per un libero bagno nell'acqua frizzante e cristallina. Nudi, biotti nelle nostre immortali bellezze.   LEGGI
Domeniche d’estate, calde sere
Domeniche d'estate, calde sere che le famiglie vanno fuori a spasso con i neonati. I gelatai del marciapiede allegri e strani suoni arrivano dai cinema all'aperto dove ride la gente.   E non dispiace morire se di tali voci e di tanta luce si fanno colmi di vita i lunghi viali della mia città.   LEGGI
Amore, vietato fumare
    Uscita a fatica e un poco confusa dalla lieta folla animata di piazza Navona m'imbatto, quasi subito, nel bar trattoria, famoso per il mojito alla cannella. Due giovani innamorati sostano appena fuori dal locale. I ragazzi sono assorti in un loro mondo privato, malinconici e belli. Irraggiungibili, come fossero soli nella città. Li spio. Lei ha un viso preraffaellita, lui è moro e intenso. Non si guardano. Forse lei è turbata e lui cerca di spiegarsi; o lei è triste LEGGI

Biografia

Giovanna Nuvoletti

Sono nata nel 1942, a Milano. In gioventù ho fatto foto per il Mondo e L’Espresso, che allora erano grandi, in bianco e nero, e attenti alla qualità delle immagini che pubblicavano. Facevo reportage, cercavo immagini serie, impegnate. Mi piaceva, ma i miei tre figli erano piccoli e potevo lavorare poco. Imparavo. Più avanti, quando i ragazzi sono stati più grandi, ho fotografato per vivere. Non ero felice di lavorare in pubblicità e beauty, dove producevo immagini commerciali, senza creatività; ma me la sono cavata. Ogni tanto, per me stessa e pochi clienti speciali, scattavo qualche foto che valeva la pena. Alla fine degli anni ’80 ho cambiato mestiere e sono diventata giornalista. Scrivevo di costume, società e divulgazione scientifica, per diversi periodici. Mi divertivo, mi impegnavo e guadagnavo bene. Ho anche fondato con soci un posto dove si faceva cultura, si beveva bene e si mangiava semplice: il circolo Pietrasanta, a Milano. Poi, credo fosse il 1999, mi è venuta una “piccolissima invalidità” di cui non ho voglia di parlare. Sono rimasta chiusa in casa per quattro/cinque anni, leggendo due libri al giorno. Nel 2005, mi sono ributtata nella vita come potevo: ho trovato un genio adorabile che mi ha insegnato a usare internet. Due giovani amici mi hanno costretta a iscrivermi a FB. Ho pubblicato due romanzi con Fazi, "Dove i gamberi d’acqua dolce non nuotano più" nel 2007 e "L’era del cinghiale rosso" nel 2008, e un ebook con RCS, "Piccolo Manuale di Misoginia" nel 2014. Nel 2011 ho fondato la Rivista che state leggendo, dove dirigo la parte artistico letteraria e dove, finalmente, unisco scrittura e fotografia, nel modo che piace a me.

giovannanuvoletti@gmail.com

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