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La Rivista Intelligente

La narrativa di Maria Angelica Correra

Charlotte per sempre
Gli occhi sono rimasti gli stessi. Due lame di ghiaccio. Hanno perso il sottinteso senso di superiorità della ragazza giunco vestita di due bretelle che ci fece pensare come le vie che portano all'amore, e al possesso, non sono mai così rettilinee. La sua faccia è la stessa, un angolo appuntito che perfora anima e cuore. Ti fissa immobile, o guarda lontano, e tu vorresti dire guardami, sono qui, sento il tuo stesso dolore. Non leva le mani dalle tasche, resta dritta, la ragazza giunco è ri LEGGI
Pasqua de nome
L'ho chiamato Aniello. Forse perché me pareva er nome più vicino alla parola agnello. Chiamandomi Pasqua me pareva er minimo. Così piccolino, nato prima. Un agnellino. Pure i riccetti c'aveva, e tutti biondi che parevano bianchi. Era buono buono. Come se dice, magnava e dormiva. Il mio bambino. Il mio agnellino. EPPOI. Stamane so' annata a trovarlo, che prima de domenica mattina nun ce posso tornà. Gli ho portato la colomba, e puro l'ovo, come quando era piccolino, che era bravo e l'ovo se LEGGI
Bonatti Walter, Scalatore
I primi di febbraio del 1958, sessanta anni fa, Walter Bonatti, nel corso di una spedizione in Patagonia. Dopo aver fallito la conquista della vetta inviolata di Cerro Torre ; ma, con l'amico Mauri si rifarà nei giorni successivi  scalando k0"inesplorato" Cerro Mariano Romeno: E', poi, la volta del Cerro Adela e del Cerro Luca, una cima anch'essa inviolata, così denominata in omaggio al figlio di Mauri, nato da poco.   Walter. Un nome da fisarmonica. E da vino. Operaio della Falck, LEGGI
Dopo la pioggia
La porta a vetri dello studio del nonno si apriva sul suo giardino che, per me bambina, aveva il fascino di una jungla. Un glicine imponente annunciava la casa fin dalla strada, poi erano gli iris a continuare il viola. A volte pioveva, a lungo. Il miracolo del gocciolìo profumato io non l'ho più dimenticato. Cadevano con le gocce anche i petali, tutto diventava viola, e tutto era, ancora, bellezza. Dopo la pioggia tutto gocciolava, il giardino suonava di piccoli suoni e il glicine perdev LEGGI
Acua
Erano le 22,39 del 9 ottobre 1963 Non c’è un ottobre che non vada a trovarla. Ma non nel giorno in cui successe. Quel giorno la Jole se ne sta chiusa in casa, e non vuol vedere nessuno. Sembra più vecchia di me, anche se abbiamo la stessa età. Quando arrivò a casa eravamo bionde uguali, e anche lei aveva le trecce. La portarono suo fratello Vittorio e un cugino, Primo, che lavoravano in cantiere dal nonno. Arrivò tutta infagottata, muta e scontrosa. Disperata. “Gero sta tiràda f LEGGI
Settembre al Lido di Venezia
Mance non me ne lascia più nessuno, de ‘sti tempi. Io lo metto il mio nome in bella vista sul cartellino: “La pulizia di questa camera è affidata a: IRIS” ma niente, nisba, niet. Iris mi chiamo, come quella di Mascagni. Mia mamma era appassionata, la nonna mi ha raccontato che voleva diventare una cantante. Sono nata che aveva diciassette anni, mio papà era già sparito, e ciao. Mia mamma era bellissima, aveva le sopracciglia ad ala di gabbiano, come Liz Teilor. E’ morta in una sett LEGGI
L’uccellino
“I se ritira, i se ritira! Se qua i tedeschi! Serève dentro!” Così, nelle prime ore di quel pomeriggio di primavera, improvvise, le grida delle donne. Le porte chiuse in fretta, sbarrate. Nel silenzio, solo il rumore dei camion che arrivavano in colonna. Come quello del tuono da lontano, che fa ancora più paura. “Virginia, corri dentro! Dov’è Alvise? Madonna mia, venite dentro, subito!” “Signora, i xe qua, i xe qua… Mariavergine, che paura che gò!” “Stiamo tutti dentr LEGGI
Come eravamo
Mi viene incontro quasi trascinato da una ragazza straniera, che parla al telefono a voce troppo alta. Lo sguardo di lui è smarrito, e l’andatura a metà racconta tutto. Ma io lo riconosco, il giovane leone che al mare fece perdere la testa a tutte noi informi pallette quindicenni. La sera lo guardavamo passare a prendere la bellissima di turno sulla Giulietta Sprint rinchiuso dentro una camicia azzurra come i suoi occhi, un braccio appoggiato al finestrino. Saliva, la leggiadra, conscia del LEGGI

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