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La Rivista Intelligente

La narrativa di Salvatore Ronga

L’anello
Io ti ho sposato che era il giorno triste di una strada dritta verso il mare, c'era una fontanella balbettante e prati smunti agli angoli di aiuole, sui marciapiedi ridevano sdentati giocattoli di plastica e costumi i sogni di provincia e di vacanze, di nebbia e sole e vento di scirocco. Il passo tuo suonava un ritmo jazz in controtempo al mio e a tutto il resto, perciò ti sposo, dissi, amore mio, sia benedetta questa discordanza. LEGGI
Stabat Mater
I Ci sono mattini trasparenti, prima che il cielo si rannuvoli e il tempo si guasti. Ci sono mattini trasparenti in cui l’isola appare. Una lingua di terra si ingobbisce sull'acqua, al largo della costa. Giovanni dice che un giorno andremo ad abitare lì. Non appena mi sarò ripresa, noleggerà una barca, vi porteremo le nostre cose e finalmente avremo un po' di pace. Faccio sì con la testa per non scontentarlo e lascio che ritorni alle sue carte. Spesso lo sento borbottare, come un vecchio LEGGI
Increduli a febbraio
Ci sono giorni in cui non mi penso, gli stessi giorni in cui non penso a te, la penombra svilisce la stanza, la finestra è un occhio cieco, apro l'anta e guardo fuori il mare che fa linguacce sui basoli tra le ruote delle auto incolonnate, l'isola s'inclina come assopita sul fianco e i passanti per strada che si agitano sembrano mosche sul dorso, incredule di essere sopravvissute al primo freddo. LEGGI
Gennaio
la liturgia dei sentimenti prescrive il letargo per questo tempo di luce algida e vetri appannati, la stagione è lontana ed è prossima in eguale misura, seduto sul cestello della ruota panoramica, in equilibrio orizzontale LEGGI
Misconosciuto artista
Era un talento musicale. Intonò il suo primo vagito al glissando del clarino che apre Rapsodia in blu. Non ci furono applausi. L’ostetrica non aveva cognizioni musicali e lo sculacciò, prima di riporlo nella culla. Sincopava le sillabe di ‘papà’ e ‘mamma’, ma tutti ridevano di quel balbettio infantile. Seduto sul seggiolone, rifiutava il cibo. Sua madre si ostinava col cucchiaino sospeso a fare il gioco del trenino – ciuf, ciuf- ”Mamma, non tieni il tempo” avrebbe voluto dirl LEGGI
Buon Natale?
Mi trovavo in un bosco di conifere imbiancate. La neve emanava bagliori gialloazzurri come in certe vedute degli impressionisti. L'aria tersa e gelida arrossava gli occhi, i polmoni fremevano in petto. Ero vivo, ma inquieto. Lo splendore dell'insieme sovrastava lo stupore di trovarmi lì, in quel bosco mai visto prima, sicché il pensiero di come ci fossi arrivato era solo un fastidio intermittente. Un suono argenteo di campanelli richiamò la mia attenzione. Rabbrividii all'immagine della slit LEGGI
La visita
Ogni sera, prima che il buio svuoti le stanze, viene a farmi visita una tigre. Ruota su se stessa, le zampe seguono il muso con le froge che si dilatano. Si acquatta davanti a me, sempre alla stessa distanza, calcolata perché i nostri occhi si incrocino senza che la belva debba sollevare il capo. Non so per quanto tempo restiamo così, immobili, non rigidi. Una conversazione muta in cui il sangue fluisce e il cuore batte. In qualunque momento la tigre potrebbe aggredirmi, ne sono convinto LEGGI
Lo scialo
S’era sbarcato a New York. Di nascosto. Come facevano tanti. Lei neanche lo sapeva che il marito era sceso dal mercantile dove prestava servizio. Fatto sta che quelli della Compagnia a bordo non lo avevano visto più. “Per fare fortuna” le scrisse lui dopo mesi. Fosse stata un’alzata di testa, non c’era modo d’appurarlo. Lei non lo dava a vedere di esserci rimasta male. Come se quella decisione fosse stata presa di comune accordo. Ogni volta che compariva il postino, era la prima LEGGI

Biografia

Salvatore Ronga

Nacque a bordo di un’isola nel golfo di Napoli, Ischia. Sbarcò raramente, così da poter attribuire al rollio ogni tormento esistenziale. Sperimentò varie forme di gastrite. Perse i capelli, ma non perse tempo a raccoglierli. Amò più di quanto i suoi amici sospettassero e odiò molto meno di quanto i suoi nemici avessero creduto. Venne alla luce il 13 luglio 1969 e da allora non fa che scrivere e riscrivere il suo epitaffio.

sronga@lri.it

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