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La Rivista Intelligente

La narrativa di Salvatore Ronga

Buongiorno, settembre
Non c'era bisogno si guastasse il tempo, giacchè i tempi erano già guasti da tempo, e mentre il temporale infuriava, ancora a letto, l'immaginazione aveva gioco facile: la bella stagione è così ingannevole, ma non per me, ed ecco, ora i piedi poggiati sul pavimento, la vertigine mi stordisce, un giorno di troppo per uscire dalla convalescenza, un giorno senza inizio e senza fine, un giorno in cui tu torni, ancora una volta, e ancora una volta vai via, sovrastato dalle voci di quelli che ti h LEGGI
Il catalogo
L'ho sollevato con una certa fatica, lasciandolo scivolare dall'ultimo ripiano dell'armadio, nascosto tra una pila di coperte e una vecchia borsa da mare. Non ricordavo fosse così pesante e l'ho sfogliato: senza nostalgia, ma con l'idea di ridere di me, non avendo alcuna voglia di ridere degli altri; così, un po' per vezzo di narcisismo che, a una certa età, diventa la maschera della pietà che, per primi, dobbiamo a noi stessi. Il catalogo degli amori impossibili conta molte pagine, ma ogni LEGGI
Senza bottone
Di solito tengo la bocca chiusa, anche se per natura dovrei aprirla qualche volta. Forse quando si pensò a me si voleva che mi comportassi come tutti gli altri, si aspettavano un bavero abbottonato. Ma non ci è concesso di scegliere dove nascere e così nacqui proprio sul bavero, sul bavero di una giacca, più precisamente sul bavero sinistro. Condannato all'inazione, l'afflizione della mia funzione puramente ornamentale tuttavia durò assai poco. Non servo a niente, mi ripetevo in solitudin LEGGI
Luccichio
Tu sai cos'è il luccichio, amore mio, che risplende instancabile? Sono pezzi di vetro, tanti pezzi di vetro, minuscoli, aguzzi, ma così piccoli che non ti ferisci al principio. Solo un graffio, insieme alla piacevole sensazione del pizzicore che vibra e risale; poi le urla, disumanate, senza voce, e l'abbaglio improvviso che t'impedisce di vedere quanto sangue hai versato; ecco, il luccichio, amore mio. LEGGI
Una traversata
Ci eravamo seduti vicini. Non era stato possibile ignorarci. Il traghetto era pressoché vuoto, benché fossimo già al principio della bella stagione. Una corsa mattutina, di quelle che si scelgono quando devi trovarti a Napoli a mezzogiorno e pianifichi una traversata più lunga per concederti una pausa: leggere il giornale, un libro, o riflettere, lasciando che cielo e mare trascorrano pigri sul nastro di vetro unendosi in una sola linea centrale appena distinguibile. La conversazione proced LEGGI
Un punto esclamativo
Il passo frettoloso e l'aria bigia, tanti graffi sulla vecchia pellicola, qui s'alza un sopracciglio, là una mano che stanca poi precipita sul fianco, mi specchio negli specchi del trito carnevale di paese, le sagome ritagliate dal giornale che ruotano agganciate alla giostrina. Ma una volta io ti ho visto saltare come uno scarabocchio, guadare il fiume di basoli, un punto esclamativo, la gioia che è disperata è vera gioia, faceva freddo ed era primavera. LEGGI
L’anello
Io ti ho sposato che era il giorno triste di una strada dritta verso il mare, c'era una fontanella balbettante e prati smunti agli angoli di aiuole, sui marciapiedi ridevano sdentati giocattoli di plastica e costumi i sogni di provincia e di vacanze, di nebbia e sole e vento di scirocco. Il passo tuo suonava un ritmo jazz in controtempo al mio e a tutto il resto, perciò ti sposo, dissi, amore mio, sia benedetta questa discordanza. LEGGI
Stabat Mater
I Ci sono mattini trasparenti, prima che il cielo si rannuvoli e il tempo si guasti. Ci sono mattini trasparenti in cui l’isola appare. Una lingua di terra si ingobbisce sull'acqua, al largo della costa. Giovanni dice che un giorno andremo ad abitare lì. Non appena mi sarò ripresa, noleggerà una barca, vi porteremo le nostre cose e finalmente avremo un po' di pace. Faccio sì con la testa per non scontentarlo e lascio che ritorni alle sue carte. Spesso lo sento borbottare, come un vecchio LEGGI

Biografia

Salvatore Ronga

Nacque a bordo di un’isola nel golfo di Napoli, Ischia. Sbarcò raramente, così da poter attribuire al rollio ogni tormento esistenziale. Sperimentò varie forme di gastrite. Perse i capelli, ma non perse tempo a raccoglierli. Amò più di quanto i suoi amici sospettassero e odiò molto meno di quanto i suoi nemici avessero creduto. Venne alla luce il 13 luglio 1969 e da allora non fa che scrivere e riscrivere il suo epitaffio.

sronga@lri.it

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