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La Rivista Intelligente

La narrativa di Salvatore Ronga

Una cremina
Come solo nei sogni, l'urlo muto, lo sforzo della gola indolenzita e la voce che non esce; ricopio in bella copia le frattaglie, gli avanzi della mutilazione; rido perché c'è il sole e il cielo è terso; avanti un altro, prego, si accomodi; come se fosse facile, non lo è per niente; agilità, saltello, oplà; trituriamo pietre, sassi e diamanti, e facciamo una cremina, ma agrodolce, che si accompagni a tutto; i signori gradiscono altro? LEGGI
Insonne a Ischia
"le stelle ci sorridono se a tratti/ socchiudono gli occhi come fanno i gatti"  (Sandro Penna)   Ieri notte non riuscivo a dormire e così sono sceso dal letto come da una barca alla fonda; ho resuscitato dal frigo una bottiglia di prosecco, già alleggerita per buona parte nei giorni di festa, e ho riempito mezzo bicchiere di carta; sulle scale fuori casa l'aria era fredda e trasparente; i lampioni sul parcheggio stampavano aloni giallognoli e mesti da abat-jour; al di sopra la sago LEGGI
Supercalifragilistichespiralidoso
C'è un vento che spazza ogni cosa, esco fuori al terrazzo e sollevo lo sguardo: la vedo sempre più vicina planare con il suo ombrello. Devo scansarmi, perché atterra senza curarsi di finirmi addosso. - Incominciamo bene. - penso tra me e me. Si rimette in sesto e con fare arcigno mi dice - eccomi qua, porta la borsa dentro, su. Entra in casa e io la seguo senza fiatare, pure perché la borsa pesa un accidenti e di fiato non ne ho più. - Ma che ci hai messo nella borsa? E' pesantissima.. LEGGI
L’orata coricata
La ricetta dell'orata coricata su un letto di purea di piselli e accompagnata da una julienne di finocchi selvatici non è di per sé molto complicata. La parte più difficile è convincere l'orata a coricarsi, giacché, che sia stata preparata in tegame e inumidita con un mignolo di olio oppure più felicemente accolta in un forno ventilato, l'orata sarà nervosa per il solo fatto di essere stata pescata; a meno che essa non sia di allevamento, e in tal caso solo la scarsa intelligenza o una p LEGGI
Buongiorno, settembre
Non c'era bisogno si guastasse il tempo, giacchè i tempi erano già guasti da tempo, e mentre il temporale infuriava, ancora a letto, l'immaginazione aveva gioco facile: la bella stagione è così ingannevole, ma non per me, ed ecco, ora i piedi poggiati sul pavimento, la vertigine mi stordisce, un giorno di troppo per uscire dalla convalescenza, un giorno senza inizio e senza fine, un giorno in cui tu torni, ancora una volta, e ancora una volta vai via, sovrastato dalle voci di quelli che ti h LEGGI
Il catalogo
L'ho sollevato con una certa fatica, lasciandolo scivolare dall'ultimo ripiano dell'armadio, nascosto tra una pila di coperte e una vecchia borsa da mare. Non ricordavo fosse così pesante e l'ho sfogliato: senza nostalgia, ma con l'idea di ridere di me, non avendo alcuna voglia di ridere degli altri; così, un po' per vezzo di narcisismo che, a una certa età, diventa la maschera della pietà che, per primi, dobbiamo a noi stessi. Il catalogo degli amori impossibili conta molte pagine, ma ogni LEGGI
Senza bottone
Di solito tengo la bocca chiusa, anche se per natura dovrei aprirla qualche volta. Forse quando si pensò a me si voleva che mi comportassi come tutti gli altri, si aspettavano un bavero abbottonato. Ma non ci è concesso di scegliere dove nascere e così nacqui proprio sul bavero, sul bavero di una giacca, più precisamente sul bavero sinistro. Condannato all'inazione, l'afflizione della mia funzione puramente ornamentale tuttavia durò assai poco. Non servo a niente, mi ripetevo in solitudin LEGGI
Luccichio
Tu sai cos'è il luccichio, amore mio, che risplende instancabile? Sono pezzi di vetro, tanti pezzi di vetro, minuscoli, aguzzi, ma così piccoli che non ti ferisci al principio. Solo un graffio, insieme alla piacevole sensazione del pizzicore che vibra e risale; poi le urla, disumanate, senza voce, e l'abbaglio improvviso che t'impedisce di vedere quanto sangue hai versato; ecco, il luccichio, amore mio. LEGGI

Biografia

Salvatore Ronga

Nacque a bordo di un’isola nel golfo di Napoli, Ischia. Sbarcò raramente, così da poter attribuire al rollio ogni tormento esistenziale. Sperimentò varie forme di gastrite. Perse i capelli, ma non perse tempo a raccoglierli. Amò più di quanto i suoi amici sospettassero e odiò molto meno di quanto i suoi nemici avessero creduto. Venne alla luce il 13 luglio 1969 e da allora non fa che scrivere e riscrivere il suo epitaffio.

sronga@lri.it

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