• La RIvista Intelligente
  • social networks lri
La Rivista Intelligente

La narrativa di Serena Iannicelli

Clandestino
Mio nonno veniva da un paesino del Molise. Quando compì 13 anni sua madre lo portò dove partivano i piroscafi per le Americhe e lo fece salire sul primo che vide. Clandestino. Lui mi raccontava che aveva cercato di scendere, ma che la madre gli gridava che da mangiare per tutti non ce n'era. Lui pensava che ce l'avesse con lui perché correndo era andato a finire sui cardi e avevano dovuto chiamare il dottore, e le piangeva dietro:"scusa, scusa!". Poi non la vide più e il piroscafo partì. Qu LEGGI
Taccole e gabbiani
  Fa caldo. Sono le cinque del mattino e sto sulla mia terrazzina, tra le mie piante stente. Non le curo, un po' d'acqua appena, e loro perdono colore per dispetto. Hanno foglie mosce, fiori penduli. Alba, il cielo è pieno di uccelli e me ne meraviglio. Anche se, in fondo, dove dovrebbero stare? Sono uccelli cattivi, gabbiani che hanno perso la via del mare. Hanno voci di vecchie portiere bizzose che sgridano bambini sciamati sul pavimento appena lavato. Bevo il caffè dalla mia tazza, LEGGI

Che c’è di bello oggi?

scritto da Serena Iannicelli

Che c’è di bello oggi?
  La donna si sveglia, si stiracchia e pensa: “Che c’è di bello oggi?” La vita, l’amore, il sole, la bellezza! La donna si alza dal letto, con lo slancio dei vent’anni che si sente dentro in quest’alba di primavera….screach. Maledetto ginocchio! Gnnnik. Maledetta schiena! Ma vita, amore, sole e bellezza attendono: la donna scarta un aulin e lo prende a secco. Ciucciando arriva al bagno, dove l' attende lo specchio. Che ha cinquant’anni, lui, e non comprende. Forse non r LEGGI
Il Palazzo, Sessantotto e dintorni
Gli anni cominciarono a fare come il mare coi granchietti: ogni onda ci spingeva un po’ più in là, verso quello che chiamavamo ancora futuro, ma era già presente. Ero innamorata di un ragazzo con occhi fantastici che cercava di ordinarmi la vita. Studiava con me, mi portava al cinema Nuovo Olimpia tutti i pomeriggi e anche in un sottotetto che dividevamo con altri compagni del Tasso. Il primo grande amore. Quando mi tradì, capii che i grandi amori valevano sì la pena di essere vissuti, ma LEGGI
Il Palazzo, Il Tasso e oltre
Ecco dov’erano i ragazzi e le ragazze con gli occhi brillanti! Gli occhi brillanti abitati da intelligenza ed ironia che avevano gli amici di mio zio Duilio ora erano anche quelli dei miei amici. Ero finalmente a casa. In quel Liceo, li', c’erano le persone che mi sarebbero state accanto per tutta la vita, lì i miei maestri, il primo amore, la libertà che regala il sapere. Uscivo dal Palazzo di corsa, la mattina, per entrare al Tasso. Due grandi portoni, tra un pianeta e un altro. Pren LEGGI
Il Palazzo, I ritorni e le partenze
Al ritorno a Roma c’erano scampoli di vacanza. Papà portava me e Daniela sulla sua Giulietta Sprint bianca come due signorine delle sue. Si andava al Kursaal di Ostia, che compariva all’improvviso in fondo alla strada con la sua enorme ruota di trampolini impossibili. Avevamo costumini colorati con il pezzo di sopra, volants, fiocchi e sandali di legno col tacchetto. Avessimo potuto portarli anche d’inverno! Com’eravamo carine, e civette! Le prime creme solari che arrivavano dalla Fran LEGGI
Il Palazzo, Le vacanze si diceva
C’era l’acqua, c’erano i sassi, i prati, i boschi, i fiori, c’era la vita d’albergo con i camerieri e le stanze rifatte, altri amici. C’era mio padre che si fidanzava ovunque come un marinaio. C'erano donne con una riga sugli occhi e il golfino sulle spalle, e uomini in calzoncini corti coi calzini e i sandali. C'erano cose da scoprire, come la nebbia che ci faceva scomparire. Cose diverse da assaggiare e ,semmai, mangiare. C'era la Coca Cola, il flipper, il biliardino ("Non girare! LEGGI
Il Palazzo , A casa e non solo
In casa e non solo Anche nelle altre case del Palazzo cambiavano le cose, e noi bambini non ci vedevamo più tanto spesso. Maurizio cambiò scuola. Carlo andò via. Rosalba spigò dalla sera alla mattina, e i vestiti le si appendevano a due nocciolini che aveva all’altezza delle tette . Inoltre si sistemò tra noi tutti un sentimento che credemmo nuovo: l’antipatia. Così, senza apparente motivo, ma con l’ineluttabilità che non bisogna perdere mai di vista, alcuni di noi si diventar LEGGI

Pubblicità

  • La tua pubblicità su LRI !
  • La tua pubblicità su LRI !

  Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Roma, n.134 del 27 maggio 2013.


Parte del materiale fotografico sul sito LRI proviene da Internet. Soggetti o autori possono esercitare la volontà di rimuoverlo, segnalandola allo staff editoriale grazie al modulo di contatto nel menù redazione.


Cristina Cilli Content Project Manager & Web Copywriting    Franco Oliveri WebDesign & Graphic Design