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La Rivista Intelligente
Immagini di animali contrastanti: un cervo e una cerva che si osservano in un bosco innevato, bestie ammassate nel macello di Budapest. Gli sguardi attenti dei primi, quelli ottusi e rassegnati alla mattanza degli altri. Immagini che continuano ad alternarsi e fanno da sfondo a una storia complicata.
Mária, giovane donna, è stata da poco assunta per controllare la qualità delle carni, Endre, uomo più che maturo, è direttore finanziario. Entrambi sono riservati e a entrambi manca qualcosa, a Endre la funzionalità del braccio sinistro e a Mária, forse autistica, la capacità di relazionarsi con i nuovi colleghi.
Orso d’oro a Berlino e candidato agli Oscar 2018, il film della regista ungherese Ildikó Enyedi, è di visione non facile: lungo, con scene sanguinolente nel mattatoio (se non sei già vegetariano, lo diventi), con la difficoltà di penetrare il mondo oscuro di Mária. In cui Corpo e anima, questo il titolo, sono in conflitto tra loro e non riescono a parlare lo stesso linguaggio: Mária costretta nella sua rigida corazza protettiva, Endre umiliato dalla sua menomazione. Tra sogno e realtà – la dimensione onirica è fondamentale nello sviluppo della trama – la Enyedi dipana un racconto dalle tinte fosche eppure delicate, in cui i due protagonisti cercano insieme, anche se ciascuno a suo modo, di riscoprire sentimenti soffocati, pulsioni erotiche represse, una dimensione della vita nuova e mai immaginata.
La Enyedi, nata a Budapest nel ‘55, già nota per Il mio ventesimo secolo, distribuito anche in Italia, non ha mai nascosto, negli ultimi tempi, la sua avversione per il regime del premier Orban. Il film risente del suo tocco femminile e femminista, anticonformista e al tempo stesso poetico. Con una fotografia crudele nel cogliere gli animali al macello, idilliaca nel riprendere i cervi nel bosco, una bella colonna sonora (stupenda la musica di Laura Marling che accompagna i momenti più intensi), due straordinari attori, Alexandra Borbély e Géza Morcsányi, Corpo e anima è un film bello, di una bellezza nitida ed essenziale. In fondo solo una storia d’amore, che però colpisce per l’intensità delle emozioni che riesce a suscitare.
Corpo e anima di Ildikó Enyedi – Ungheria 2017

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