• La RIvista Intelligente
  • social networks lri
La Rivista Intelligente

In tempi lontani, nei luoghi di mare, i pescatori tornavano all’alba stanchi col loro carico notturno. Al molo li attendevano i compratori, a casa le donne; donne pazienti abituate ad aspettare e non aspettarsi nulla, che mettevano a bollire le patate per il pranzo. Tempi grami, quelli. Si mangiava quel che c’era. Patate, appunto. E cipolla, e olio, e un po’ di sedano e carota per soffriggerle, dopo lessate, in una padella grande. Patate in tecia, si chiamavano. Le stesse che sui monti appena dietro venivano preparate con strutto e qualche pezzo di pancetta.
Nei luoghi di mare invece quello che succedeva era che alle volte qualcosa restava invenduto, del pescato della notte, e il padrone della barca lo distribuiva come aggiunta, povera, allo stipendio.
Un merluzzetto, un sanpietro, uno sgombro. Quel che c’era.
E gli uomini tornavano a casa, e trovavano le patate in pentola a cuocere, e  le donne  prendevano il pesce e lo pulivano e lo mettevano nella pentola con le patate e un po’ d’acqua in più; per poco, ché mica ci vuole tanto e sennò si disfa, e poi lo servivano in tavola.
Gregada, si chiama, in memoria delle sue origini elleniche probabilmente.
Ci sono tante versioni, di questo piatto, dalla più semplice e grezza (patate tagliate sottili e pesce intero a strati con cipolla e  olio e acqua a fare una zuppa) alla più sostanziosa e raffinata.
Quella che mangio io di solito implica patate bollite schiacciate grossolanamente con la forchetta in una casseruola bassa coperta con un ricco soffritto di cipolla, il pesce sfilettato aggiunto poi e tolto appena pronto, lasciando il resto a cuocere per bene, e poi servito in piatto sopra le patate.
Gregada, si chiama.
Roba da greci.
Roba da genti di mare delle parti mie.

(Grazie a Alessandro Corvini, ottimo cuoco e fonte inesauribile di piatti tradizionali)

Commenta su Facebook!

Libri

  • Compra Dove i gamberi d'acqua dolce non nuotano più di Giovanna Nuvoletti
  • Compra L'aquila 1971 anatomia di una sommossa di Claudio Petruccioli
  • Compra L'era del cinghiale rosso di Giovanna Nuvoletti
  • Compra La scomparsa dell' alfabeto di Valeria Viganò

  Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Roma, n.134 del 27 maggio 2013.


Parte del materiale fotografico sul sito LRI proviene da Internet. Soggetti o autori possono esercitare la volontà di rimuoverlo, segnalandola allo staff editoriale grazie al modulo di contatto nel menù redazione.


Cristina Cilli Content Project Manager & Web Copywriting    Franco Oliveri WebDesign & Graphic Design