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Il mio nome è Adolf
Disegno di Stefano Navarrini

Il mio nome è Adolf. Amo soprattutto le iniziali “ad”. Come Anno Domini? Come adipe?

Come tutte e due le cose, e me ne vanto; vi sia chiaro però che il vero Adolf sono le creature malate che sconfiggeremo mediante la deportazione in parrocchia: i gay, le lesbiche e i trans che vogliono imporre la Dittatura di Genere.

Vedrete bambini con la barba da Concita Wurst, non la pelata di Carlo Conti: siete avvisati! Ma sarete salvati? Questo dipende da me e da un manipolo di guerrieri che credono nel Cilindro Giusto che entra nel Buco Giusto e genera Bambini Giusti, mica pugnette!

Anche io fui un Bambino Giusto. Quando mammà trascurava di farmi lo sfilatino con la Nutella per andare a uno dei suoi Valpurga Parties, io gridavo pei corridoi dell’UDI : «Voglio la mammmaaaaaa!!!» finché una di quelle sgallettate streghe comuniste correva a comprarmi una dose di trigliceridi express, nel vano tentativo di tacitarmi.

Divenuto un Adolescente Giusto mi son cresciute delle Belle Tette. Non servono certo i Mein Kampf di Dittatura del Genere di una ebrea lesbica come Judith Butler per dire che la differenza sessuale “sta” opinabile.

Come far capire a un paese involuto il valore pregnante del capezzolone maschile in tutto il suo assoluto, stordente, titillante debordare?

Fu l’incontro con Constance Mirance, una boxeuse fintamente sottomessa al marito, a illuminarmi. Mi invitò al Fight Club della Palestra Nazareno, ovvero la Scuola delle Frattocchie versione 2015 a.D.

Fu bellissimo. Non solo darci botte per finta fra correnti teocon di Pd, Lega e Forza Nuova, ma creare solide basi fisiche per una nuova egemonia culturale bipartisan. Potevamo stare in piedi per ore a leggere l’opera omnia di Lombroso, altro che Pasolini! Ed era bello vedere i nostri Maschi Selvatici posare un’opera di rilevanza internazionale come il Quand’anche ciò fosse di Goebbels per andare a ritemprarsi chattando con Orsetti Pelosi su Grindr (app dedicata ai voraci appetiti de’ Maschi della Nazione, N.d.Ad).

Fondai il foglio combattente Spes Unica, che alludeva solo in parte alla Crux. Il focus vero era lo “spessore”, ovviamente quello culturale.

Mi sentivo appagato dalla vita matrimoniale, ora, mentre mia moglie si prendeva cura di un corpo orridamente enfiato da giorni di letture misogine, omofobe, lesbofobe e transfobiche, nelle piazze diserte di un paese ormai colonizzato dalla Dittatura di Genere. Feci la foto su Instagram, per vedere se c’era qualche feticista del pelo che mi comprava per sbaglio una copia di Spes Unica, ma niente.

Giunse improvvisa, prima della schermata di Candy Crux Saga, la ferale notizia.

Fui tutt’un timore e tremore di tette. Una nota stampa di Camarones Maricones, esempio di perfidia della Dittatura del Genere financo nel sacerrimo paese che die’ i natali al mai abbastanza compianto General Francisco Franco, dichiarava che mia madre si era appena sposata con una ballerina di tabarin a Formentera.

Piansi bollenti lagrime ai trigliceridi. Mi parea di friggermi di me medesimo, come suol accadere di femmina vittima di caldane in menopausa; l’età in cui la donna, svuotata del suo unico talento, diviene infungibile per la Nazione.

Mi toccai il davanzale per calmarmi. Il capezzolo mandò un fulmine di residuale spes unica allo spessore del bassoventre. Venni quasi in uno spasimo di sofferenza, ejaculando Nutella sulle lenzuola cremisi.

 

 

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