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La Rivista Intelligente

Devo ringraziare Elena Comana e il suo #Elleseminarelibri anche per “Insegnare al principe di Danimarca” – è come una discesa agli Inferi e Carla Melazzini è il Virgilio che ci accompagna. Lasciate ogni speranza, o voi che entrate, perché ogni vostra illusione svanisce in un istante. Il principe di Danimarca di Carla Melazzini vive nella cintura periferica di Napoli e, come Amleto odia l’uomo per il quale la madre ha abbandonato lui e i suoi fratelli, immagina il suo assassinio, gira armato di coltello, ha solo quIndici anni ed è semianalfabeta, avendo abbandonato la scuola. Carla col programma Chance riporta in classe questi ragazzini che vivono nei quartieri che sono sotto assedio della criminalità organizzata, vittime e complici allo stesso tempo. Dove la vita umana vale quasi niente e morire ammazzati in un agguato prima dei trent’anni è probabile. Quasi tutti i maschi delle famiglie sono in carcere o al camposanto. Insieme al marito ha fondato la onlus “Maestri di Strada”, cui Saviano ha dedicato l’Orso d’argento per il film “La paranza dei bambini”. Senza buonismi o illusioni di sorta nel libro «si racconta l’apprendistato di un gruppo di insegnanti di media cultura e umanità per conoscere le periferie della città e le periferie dell’animo degli adolescenti, cercando di stabilire con loro un dialogo educativo e di vita». Si racconta della sfida giornaliera che le e gli insegnanti sanno di non poter vincere mai. Tentano e ritentano, affrontano mamme poco collaborative e ambienti criminogeni, dove la malavita si prende i ragazzini per farne bassa manovalanza, mette loro in mano armi, li autorizza a uccidere chi si ribella al Sistema. Dove le ragazze sono costrette a fidanzarsi in casa a quindici anni e se sono carine i fidanzati possono lasciare loro in viso i segni dei morsi – come simboli di proprietà. Si racconta di come gli insegnanti accompagnano questi adolescenti in un mondo del quale diffidano, di cui neppure conoscono la lingua – poiché l’italiano per loro è lingua straniera – che fa loro paura, come fa loro paura l’allontanarsi dagli ambienti sociali ai quali sono abituati. Una delle materie d’insegnamento è proprio il mondo fuori, spaventoso per quanto è diverso, dove i ragazzi non sanno interagire. Se ci si riesce cambiano anche le dinamiche e la percezione di sé. Ogni piccola cosa è una conquista anche per gli insegnanti che si son buttati senza paracadute, senza esperienze precedenti. E anche grazie alle volontarie dette “mamme sociali” che sostituiscono la figura genitoriale che in quei contesti con multiproblematicità manca, con l’aiuto e la collaborazione di tutti, passo dopo passo si è stabilito un protocollo non esente da errori e correzioni. Carla Melazzini è nata in Valtellina nel 1944, ha studiato a Pisa, insieme al marito Cesare Moreno ha promosso e condotto per undici anni il «Progetto Chance» e nel 2000, grazie a una donazione del Presidente della Repubblica Ciampi, ha costituito l’associazione “Maestri di Strada” che segue i ragazzi con particolari difficoltà soprattutto nei quartieri di Barra, Ponticelli, San Giovanni a Teduccio. È morta il 14 dicembre del 2009. Questo libro lascia la sua preziosa testimonianza.

[Rossana Cau]

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