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Gli Ikea Tennevoll, quando viaggiavano, erano compatti, stretti gli uni agli altri, occupavano poco spazio. Ma, siccome erano una famiglia di un certo peso, mi avevano creato non pochi problemi. Li avevo dovuti caricare tutti nella mia macchina e durante il viaggio, a ogni curva, si spostavano tutti insieme e mi venivano addosso. Certi nomi altisonanti incutono timore, si sa. Quando sono giunta a casa ho preso la solenne decisione di dividerli e farli entrare nel mio modesto appartamento uno alla volta, su per scale strette e ripide, a cui loro non erano abituati. Qualcuno è anche caduto fragorosamente a terra. Alla fine li ho sistemati. Ognuno protestava vengo prima io, nooo, vengo prima io! Ho urlato basta ragazzi!, ho preso il plico che il capostipite Ikea aveva con sé e ho ordinato: ognuno al suo posto. A seconda del lignaggio, o dovrei dire legnaggio, li ho messi in riga. Poi li ho riuniti secondo l’album di famiglia, pieno di vaghi disegni e manco una parola di spiegazione. Li guardavo uno a uno e cercavo di capire a che disegno corrispondessero.

Gli Ikea Tennevoll si erano sparpagliati, il mio spazio si stringeva. Alcuni si assomigliavano così tanto che non sapevo come distinguerli. A carponi, li ho messi insieme secondo lo schema prestabilito, usando le chiavi giuste. E sono diventati di nuovo pesanti e più ingombranti. Stringi qui, sposta là, tira su, metti giù, quanto era impegnativa la famiglia svedese degli IkeaTennevoll, eppure erano tutti simpatici e andavano d’accordo, di nuovo insieme e ben piazzati. Ogni famiglia, però, ha la sua pecora nera. Una vita diversa. Una vite diversa. Non entrava nel suo alloggio, protestava, scappava di mano. Ma senza di lei gli Ikea Tennevoll erano impresentabili, di più, erano inutili, privi di senso. La riacchiappavo e lei sgusciava. Dormivo sul divano letto perché mi avevano occupato la stanza, mi ero quasi arresa a non essere più padrona in casa mia. Volevano la guerra? Di soppiatto, come i viet cong, ho chiamato rinforzi, due amiche nerborute, e ho colpito all’alba. In tre, gli Ikea Tennevoll sono stati bloccati, anche la vite diversa, riottosa. Il pervicace disordine vinto, un silenzio totale e la pace hanno invaso la casa. La saga di Ikea Tennevoll era finita, e io, con loro, ho dormito sonni beati e tranquilli.

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scritto da Valeria Viganò, Giovanna Nuvoletti

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