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La Rivista Intelligente

Come vi sarete accorti, la musica che si sente in giro è sempre più quella del nostro passato. I nostri figli adolescenti fischiettano “Sapore di sale” o “Born to be wild” non perché abbiano mai sentito parlare di Gino Paoli o addirittura degli Steppenwolf, ma perché quei refrain, e molti altri, appartengono a spot pubblicitari ripetuti ossessivamente in tv.
Una canzone che non si sente tanto spesso, invece, è quel capolavoro di Lucio Dalla intitolato “L’Anno che Verrà”. Forse perché è triste, delicata e struggente, poco adatta alla follia rabbiosa che hanno assegnato al nostro tempo presente.
Provate a cantarla, testo alla mano, e il miracolo di una visione profetica si materializzerà davanti a voi. Un piccolo uomo smarrito scrive una lettera a qualcuno che non c’è più: chissà perché, a me viene in mente che questo qualcuno non sia un semplice amico, ma il senno, il lume della ragione, l’umanità perduta.

Caro amico ti scrivo
Così mi distraggo un po’
E siccome sei molto lontano
Più forte ti scriverò
Da quando sei partito
C’è una grossa novità
L’anno vecchio è finito ormai
Ma qualcosa ancora qui non va.

Sotto questi versi semplici fluttua un clima di inquieta aspettativa, indefinito, confuso. Una prospettiva descritta a colori sgargianti ma che, nel profondo, si percepisce inconsciamente come una enorme nuvola grigia densa di pioggia. “…a long black cloud coming down…” avrebbe dato manforte Bob Dylan al nostro Lucio.

Si esce poco la sera
Compreso quando è festa
E c’è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra
E si sta senza parlare per intere settimane
E a quelli che hanno niente da dire del tempo ne rimane
Ma la televisione ha detto che il nuovo anno
Porterà una trasformazione
E tutti quanti stiamo già aspettando

Eh, sì, c’è poco da dire, siamo proprio in Italia, nel 2019. Il paese dove l’anno che verrà sarà fatalmente quello del cambiamento, della felicità per tutti.

E senza grandi disturbi qualcuno sparirà
Saranno forse i troppi furbi
E i cretini di ogni età

Non abbiate paura, c’è chi pensa per voi, al vostro futuro. Guai a resistere al cambiamento, qualcuno potrebbe innervosirsi.

L’anno che sta arrivando tra un anno passerà
Io mi sto preparando
È questa la novità

Grazie, Lucio, per questa visione . I poeti servono a questo, e per questo motivo poeti, scrittori, cultura non sono quasi mai ben visti dal potere. Soprattutto oggi.

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