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L’onorevole Calderoli scrive alla Signoramonti*

L’onorevole Calderoli scrive alla Signoramonti*

scritto da Andrea Lupi, Paola Guazzo


* (scritta di proprio pugno da Andrea Lupi con la collaborazione di Paola Guazzo)

Gent.ma signora Elsa,
accolgo la sua cortese risposta e con orgoglio ne colgo in ogni parola la fierezza di donna padana servitrice del marito, della CRI e della Padania. Ma è con triste rincrescenza che vengo con questa mia a esprimerle che suo marito e lei signora Elsa avete sbagliato ad organizzare una festa privata a Palazzo. Nella sede di servizio che io giudico e credo estremamente precaria di suo marito.
E’ una sporca questione. L’ufficio è rimasto aperto ben oltre l’orario, per una festa privata e non per una seduta notturna del Consiglio dei Ministri, cosa che è capitata sovente durante l’ultimo governo legittimo di questo paese.
Lei si rende conto che avete impegnato persone, dipendenti pubblici, della Presidenza o agenti della scorta o poliziotti, uomini e donne, per un brindisi di fine anno con SOLTANTO dieci persone?

Lei gent.ma signora Elsa che si chiama come l’elsa della spada del nostro Alberto da Giussano mi dirà che se anche a Palazzo Chigi non ci fosse stata la vostra cenuccia alcuni dipendenti avrebbero comunque dovuto prestarvi servizio.
Ma si renderà ben conto che, con voialtri tra le palle, questi solerti e certo secessionisti servitori dello stato italoPadano non hanno potuto brindare come al solito al nuovo anno, dopo aver mangiato cotechino della val Brembana, e aver giocato la solita partita di calcetto nel cortile con la palla di carta e scotch, prima del rituale strip poker?
E poi gent.ma e pregiat.ma Meneghina, siete proprio una bella banda di sfigati!
Come ho già comunicato a Libero, se solo aveste invitato l’Angela Culatella sarebbe stato il ricevimento di una capa estera e l’avreste potuto fare impegnando tutto il personale e sparando a palla tutti i chilovattori a disposizione. Pop up the volume, Angie. Mattarellam i tortellam con sciura Monti! Porcellam con me!

Io non voglio credere alle voci di corridoio che dicono che Lei, Padana stagionata come una forma di grana di Curno, sia gelosa della cancelliera né che abbiate posto in essere questo pactum ad escludendum per offrire agli italiani il profilo del politico francescano.
Carissima signora Elsa, pur rappresentandoLe tutta la mia sincera ammirazione per la sua panettonesca padanità e per l’uso del tradizionale #cotechinoelenticchie, la devo pregare di stare più attenta e di consigliare a suo marito ospiti degni di trasformare una festa privata in ricevimento.
Ad esempio, se invitasse me?
Verrei volentieri con i miei calzoncini di velluto verde, i calzettoni verdi, il maglione verde con il simbolo di Alberto da Giussano e – sorpresa! – con l’ampolla del Dio Po sottratta a zio Umberto. Quel che non si fa a capodanno, si può fare alla Befana. Ci mediti su, con la sua cervella di casalinga padana.
Sempre legnanamente suo, nel giorno dell’Epifania che tutti i #cotechinielenticchie si porta via.

Onorevole Roberto Calderoli

La storia:
Risposta di Monti a Calderoli
Risposta della Signora Monti a Calderoli

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