
di Stefano Bandera. Lo vedevo quasi tutte le mattine. Vecchio, più o meno la mia età, la giacca a vento bianca, il cappello di pelliccia. Sempre seduto sulla stessa panchina. Ai suoi piedi, un saltellare di piccioni.

di Stefano Bandera. Lo vedevo quasi tutte le mattine. Vecchio, più o meno la mia età, la giacca a vento bianca, il cappello di pelliccia. Sempre seduto sulla stessa panchina. Ai suoi piedi, un saltellare di piccioni.

di Paolo Messina. Lei andava triste nella notte cupa. Il suo amore l’aveva lasciata da qualche giovedì, forse di più. Nemmeno un SMS, nemmeno un TVB.
Pioveva. Aprì l’ombrello perché la pioggia non si immischiasse con le lacrime.

di Bistra Caparkova. Sto bussando alla mia porta. Busso quando la trovo chiusa, ma anche quando rimane aperta; sbircio e mi vedo, apro la porta ed entro. Avevo qualcosa d'importante da dire a me stessa?

di Elle Zeta. Ho gli occhi e le mani. Input e output. È semplice. Poi le orecchie musicali e anche i piedi. Lo stomaco, i capelli, il cervello forse...

di Elle Zeta. Giallo. È un colore primario, complementare al viola, la cui lunghezza d'onda è compresa tra 565 e 590 nanometri. È uno stile letterario e cinematografico dove ci scappa il morto, ma poi l’assassino paga.