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La Rivista Intelligente

Uomini, discorso complesso. Ho creato un particolare modo di classificazione e valutazione degli uomini, paragonandoli a diverse tipologie nelle arti figurative. Per spiegarmi, meglio che vada dritto al sodo.

L’Uomo Impressionista, che no non è l’uomo che s’impressiona per il prelievo del sangue – più o meno lo sono tutti. Egli tende a riprodurre le sensazioni e le percezioni visive che il paesaggio gli comunica nei vari momenti del giorno e in particolari condizioni di luce. Uomo di estrema sensibilità, anche troppo. Nel giro di 24 ore cambia umore in pochi nanosecondi. Dal sorriso che irradia il sole dentro, alla tempesta più buia. Poco affidabile, che vi devo dire, gli basta un nonnulla, ecco un un esempio: colazione sull’erba stile Monet, tutto procede bene, lui è bello sorridente, ma arriva una nuvola e via che iniziano le discussioni e si ripiega su se stesso. A chi tocca tirarlo su? Indovinate un po’? Esatto, a noi. Bocciato. Voto 3

L’Uomo Espressionista. Rifiuta il concetto di una vita tesa al piacere della vista e di tutti gli altri quattro sensi, spostando la visione nell’interiorità più profonda dell’animo umano. L’uomo Espressionista è intensamente drammatico, vero, spontaneo e istintivo. Bene, potreste dire. Direste male. Ironia zero, tormento ed estasi, ma più tormento che estasi. Anche un uovo può diventare argomento di litigio. Lui lo mangerebbe alla maniera primitiva al naturale, guscio compreso, voi con le scaglie di tartufo. Come la mettiamo? Malissimo. Bocciato. Voto 4

L’Uomo Surrealista. Ha letto Freud, e ha definito del tutto inaccettabile che sogno e inconscio abbiano così misero spazio nella civiltà moderna. L’uomo Surrealista vive attraverso l’ automatismo psichico, ovvero il processo dove l’inconscio – la parte di noi che emerge durante i sogni – emerge da svegli e ci permette di associare libere parole, pensieri e immagini senza freni inibitori. Qui casca l’asino ogni atto, ogni parola, ogni gesto è, appunto, senza freni inibitori. Invitato come ospite a una cena potrebbe, in tranquillità affermare che il vino fa schifo. Arrivi a casa con il tuo nuovo taglio e colore di capelli, dopo quattro ore dal parrucchiere, lui ti potrebbe guardare e in un attimo distruggere in nome della libertà interiore. Una franchezza impossibile da sopportare ventiquattro ore su ventiquattro. Bocciato. Voto 2

L’Uomo Astrattista. Per l’uomo astrattista la forma viene intesa come risultato dell’incontro tra uomo e mondo, in un alternarsi di empatia, ovvero avvicinamento alla realtà, e poi astrazione, cioè rifiuto della realtà. In parole semplice l’uomo astrattista è un indeciso cronico. Credo che nasconda la sua paura di sbagliare nell’indecisione. Prende in considerazione una cravatta che gli piace e dopo un minuti la rifiuta. Per carità è un brav’uomo, lui ci prova, si offre di fare la spesa o pagare i bollettini. Ma state sicure che la spesa non sarà mai quella della lista e i bollettini li ha lasciati su un qualche panchina chissà dove. Bocciato. Voto 1

L’Uomo Futurista. Ha alla base il rifiuto di tutte le forme tradizionali. Lui è l’esempio esatto del vitalismo anti borghese: contro il perbenismo, contro ogni forma di tradizione. Fantastico direte voi. Nemmeno un po’ dico io. Stateci voi con un uomo che ogni giorno vorrebbe cambiare casa, dalla campagna alla montagna. Cambia di continuo arredamento, è continuamente in movimento, in eterna discussione e polemica con tutti, anche con la lavanderia, perché usano ancora, ohibò, detersivi superati. Ha fatto della cucina il suo regno di esperimenti e voi, teoricamente, dovreste solo pulirla, senza contraddirlo e apprezzare il suo “Porcoeccitato,” ricetta di Marinetti che prevede salame crudo servito a mollo in un bagno di caffè e acqua di Colonia. Donne, amiche, via lontano il più possibile dall’uomo futurista se tenete alla salute mentale e al vostro stomaco. Bocciato Voto 0.

Chi rimane? Rimarrebbe L’Uomo Vitruviano di Leonardo Da Vinci: un cerchio, un quadrato e, al centro, un’emblematica figura d’uomo. Ideali perfette proporzioni maschili. Voto 10 solo per le proporzioni. Ma poi che facciamo, mettiamo la stampa in camera da letto e passiamo ventiquattro ore al giorno a immaginare che avvenga il miracolo?

vitrusimpson

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