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La Rivista Intelligente

Forrest Tucker è un rapinatore compulsivo: all’età di 15 anni comincia con piccoli furti, poi passa a svaligiare banche, caveaux, porta-valori, in giro per tutta l’America. Nessuno lo becca perché Forrest, ormai anziano, è un ladro gentiluomo che ruba col sorriso sulle labbra, e la pistola che porta addosso la fa solo intuire: non intimidisce le vittime, non fa paura. Quand’era più giovane entrava e usciva di prigione, ma ora si maschera dietro l’aria mite di tranquillo pensionato e la fa sempre franca.
Ispirandosi a una storia vera, il regista David Lowery affida il ruolo di Forrest a un vecchio attore, l’ex-ragazzo d’oro di Hollywood, che con questo film ha deciso di chiudere la sua lunga e fortunata carriera. 82 anni portati bene, a parte la ragnatela di rughe che gli increspa il viso, fisico ancora scattante, Robert Redford si cala alla perfezione nella parte. Gli occhi ammiccanti, il sorriso seducente, porta a termine le sue rapine coinvolgendo direttori e impiegate che gli riempiono di banconote la borsa senza opporre resistenza, quasi ipnotizzati. “Era gentile” dicono tutti, a furto compiuto, e la polizia non riesce a costruire un identikit dell’inafferrabile svaligiatore.
Nelle strade polverose di un’America fine anni ’70, con inseguimenti a sirene spiegate, Lowery, che è anche sceneggiatore, crea una specie di film testamento dell’attore e dell’uomo Redford: il fascino intatto nonostante l’età, l’animo anarchico e individualista, il mettersi in gioco di continuo, rubando cuori e non solo dollari: il sipario amoroso con Jewel, è tra i più teneri nella storia del cinema. Sissy Spaceck, incantevole 70enne che non fa nulla per camuffare il tempo che passa, più volte premio Oscar, interpreta il ruolo di una vedova che vive sola in un ranch con gli amati cavalli, e che, pur intuendo il lato oscuro di Forrest non può non amarlo. Da segnalare anche Casey Affleck, che veste i panni del poliziotto che riuscirà a stanare finalmente il vecchio ladro, anche se, affascinato pure lui dal personaggio, preferirebbe essere suo amico piuttosto che arrestarlo. Unica nota negativa, avendo visto il film in lingua originale, è la voce querula e in falsetto del bellissimo Casey, con la speranza che nel doppiaggio italiano sia più sopportabile.
Una riflessione, quella di Lowery, sulla vecchiaia e su come viverla al meglio, anche rischiando il tutto per tutto, con rimandi continui ai film interpretati da Redford – da Butch Cassidy al Cavaliere elettrico, a La caccia – e con un velo di nostalgia che filtra ogni scena. Tanto che a un certo punto non vedi più le rughe né gli occhi un po’ acquosi tipici dei vecchi e te lo ritrovi giovane e innamorato, ubriaco fradicio che corre e saltella A piedi nudi nel parco.

Old man & the gun – regia di David Lowery – USA 2018

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