
Avvertenza: le canzoni che fanno parte di questa sofferta classifica sono, appunto, canzoni. Nel senso che non ho preso proprio in considerazione allegre marcette, languide ballate, pensosi e commoventi madrigali che, a mio insindacabile giudizio, non possono essere inseriti nella suddetta categoria per manifesta insufficienza compositiva. Una canzone degna di tale nome deve poter essere sguaiatamente eseguita tutti in coro intorno a un lieto falò estivo. O, almeno, in solitaria sotto la doccia mattutina.
Non aspettatevi dunque Apicella o Gigi D’Alessio, e nemmeno gli Oliver Onions, anche se per questi ultimi potrei fare un'eccezione.
Ecco il vergognoso elenco:
1. Ligabue/Pelù/Jovanotti – Il mio nome è mai più
Furbo ammiccamento pacifista dalla metrica incerta e dalla melodia zoppicante, ad uso e consumo dei fessi che ci credono.
2. The Rolling Stones – Flight 505
Maldestro tentativo di riecheggiare il travolgente treno rock “909” dei Beatles, buttato lì con malcelata invidia, degna del più torvo Salieri.
3. U2 – One
Basta, non si può sentire più. Sopravvalutata, pomposa e banale.
4. King Crimson – Peoria
Esasperante. Gli abitanti della città statunitense che ha dato il nome al pezzo sono in causa con Robert Fripp da anni. Pare che si profili un verdetto ad essi favorevole, con un ricavo che finanzierà tre nuove linee metropolitane.
5. Rihanna – Opera omnia
Perché mi sta antipatica.
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