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Tra le luci di Natale
Illustrazione Stefano Navarrini ©

C’erano le luci di Natale, fuori. Accolse la notizia con disprezzo, pensò che chi la stava pronunciando, suo padre, fosse un insopportabile pessimista. Come se non si trattasse di uno stato di cose e fosse lui a comprendere una realtà al padre sconosciuta, non il contrario. Perché poi dirla così, come un argomento qualsiasi? E perché cazzo la stava rivelando a un estraneo – un dentista! – tralasciando lui? Lo reputava abbastanza sveglio da aver compreso da sé, o così stupido da non capirlo nemmeno allora?

Si sorprese anche del suo stupore: non aveva lui stesso letto i referti, spiato le telefonate da dietro porte sospinte affinché non sentisse? Che coglione, pensò, si atteggiava da adulto, ma forse suo padre aveva ragione…

L’illusione si era dissolta in verità, spoglia come la parete cui era appoggiato, un vuoto bianco con lui nel mezzo.

C’erano le luci di Natale, fuori, il suo sguardo si soffermò su suo padre disteso: maglione dolcevita, capelli tagliati cortissimi, scarpe aggrappate a caviglie sottili. Colori accozzati a casaccio. Uno strano ghigno gli uscì dai denti, un soffio, poi svanì.

Restò al muro, immobile e goffo, statua in un bomber blu avio di una taglia in più, e intorno le facce ruvide di chi sa le cose del mondo.

C’erano le luci di Natale, fuori, una stella cometa illuminata a intermittenza danzava un ritmo inesistente. Perché non aveva pianto? Certe parole andavano accompagnate da lacrime, disperazione, da uno sconvolgimento tangibile; non si poteva pronunciare una tale verità senza averne. Questo pensava.

Ignorava che il dolore potesse essere muto, schiacciato dal contegno. Non vide. Così come suo padre non vide lo schiaffo che gli inflisse. Senza dita, senza rabbia, senza occhi. Senza suono di cose andate in frantumi.

E poi fu in strada, nel mondo sempre uguale e all’aria appestata d’incenso e musichette. Dalle auto che gli passavano a fianco scintille di sorrisi lo raggiunsero, rapide e acute come schegge.

Fu allora che nacque in lui un sentimento nuovo: l’invidia. Là fuori, tra le luci di Natale.

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