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La Rivista Intelligente
Laura torna nel suo paese natale, Rioja, una piccola città nella provincia autonoma spagnola, ricca di vigneti. Con lei i due figli, una ragazzina adolescente e un bimbo piccolo, mentre il marito è rimasto in Argentina. L’occasione della visita è il matrimonio imminente della sorella. Ad accoglierli tutta la numerosa famiglia, il vecchio padre, le zie, i parenti acquisiti e l’amico di una vita, Paco, con cui Laura ha avuto anni prima una relazione. La cerimonia nuziale si svolge in allegria, l’atmosfera è caliente, gli sposi raggianti e il vino scorre a fiumi nelle vene degli invitati. Ma la festa, al suo epilogo, viene turbata da un avvenimento imprevisto e drammatico, che sconvolge tutta la piccola comunità.
Asghar Farhadi, il regista iraniano già autore di film importanti (About Elly-2009; Una separazione-2011 e The salesman-2017 per i quali ha vinto il Premio Oscar per il miglior film straniero), firma una pellicola apparentemente diversa dalle altre: nel genere, nell’ambientazione e nella scelta degli attori. Ma il riferimento ai legami famigliari, alle problematiche, ai dissidi che covano al suo interno, sono tipici della poetica di Farhadi. Con riferimenti a Hitchcock (il campanile di La donna che visse due volte) e con una trama quasi da telenovela, in cui si alternano scene dai toni sfavillanti a momenti cupi da tragedia greca, il regista iraniano scava nelle psicologie dei suoi personaggi, tirando fuori tutti i sentimenti dell’animo umano: amore, vendetta, rancori atavici, generosità, rabbia e paura. In cui nessuno ha pienamente torto o pienamente ragione e in cui tutti diffidano l’uno dell’altra, in un gioco che non si risolve in un massacro solo perché tutti, alla fine, riescono ad accollarsi le proprie responsabilità. Il film, molto lungo (due ore e passa) non avrebbe però l’impatto che ha se i due protagonisti principali, Laura e Paco, non fossero interpretati da due eccezionali attori: Penelope Cruz e Javier Bardem. Che riescono a dare ai loro personaggi un timbro di sincerità e realismo, persino a scapito di certe ripetizioni di se stessi in cui i divi del cinema talvolta si cristallizzano.
Todos lo saben, titolo originale del film, è un noir di umori e di inquietudini sottili, non il migliore di Farhadi, forse per via dell’ambientazione in terra straniera, forse per gli eccessivi colpi di scena, ma resta, come tutte le sue precedenti pellicole, un prodotto di alto valore artistico.
Tutti lo sanno di Asghar Farhadi – Spagna/Francia/Italia 2018

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