Altre_destinazioni

Altre destinazioni

S’accorsero subito che non c’era possibilità di salvarsi. La via di fuga era negata da una frana devastante, che aveva sepolto la strada, la lunga, tortuosa, strada che s’inerpicava su, per la montagna, oltre il confine scosceso, fino alle prime case abitate da allevatori di capre, allevatori solitari che s’alzavano molto presto, quand’era ancora buio, per governare il bestiame.
Loro li conoscevano. Avrebbero voluto raggiungerli e trovare riparo in giacigli accoglienti. Ma la frana era una trappola che li isolava dal mondo e probabilmente nessuno li avrebbe raggiunti perché nessuno era a conoscenza di quel pericolo. Ne erano sicuri, sarebbero morti di fame prima dell’arrivo dei soccorsi. Avevano perso le speranze a attendevano la fine quasi con calma, senza agitarsi. Rassegnati.
Ormai lo sguardo era rivolto ad altre destinazioni, quelle immaginarie, inesistenti che viaggiavano tra i fantasmi della mente. Destinazioni fantastiche, che superavano la barriera della frana per farli viaggiare in volo su montagne verdeggianti e valli e sentieri che non erano segnati nelle mappe ma vivevano nella dimensione del sogno. Uno di loro si svegliò e disse:” È facile superare l’ostacolo, basta volerlo, con la forza dell’immaginazione”.
Chi li vide non si stupì. Si conosceva da tempo la storia, la leggenda di chi aveva liberato l’ansia di ribellione per dare un senso alle proprie aspirazioni, ai propri obiettivi troppo spesso negati. Si accorsero così che la frana era stata la loro salvezza. Un muro che in realtà era un ponte che sovrastava qualsiasi desiderio negato. Ora sapevano che non c’era barriera che ostacolasse la possente volontà di ogni essere umano determinato a creare il proprio futuro. Non più paura, non più morte, ma finalmente il viaggio che annullava distanze, frontiere. Si misero in cammino verso la frana, che non c’era più. Raggiunsero la montagna e trovarono rifugio presso gli allevatori di capre. Finalmente salvi, perché la loro immaginazione era divenuta realtà.

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