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Scienza

Animalone intelligente

GIOVANNA NUVOLETTI
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Forse si sta raggiungendo la massa critica di interconnessioni – forse l’Animalone si sta formando. Il prossimo salto evolutivo. Il grosso, grasso Animalone non è la Rete, ma è da essa generato. E’ la struttura di tutte le strutture, la folle sfida all’entropia, l’oggetto più improbabile dell’Universo: l’insieme dei pensieri coscienti su questo pianeta. La somma che diventa superiore all’insieme delle sue parti.

Non importa il contenuto, non importa quanto idioti siano i componenti (noi di Ellerì, per esempio, lo siamo moltissimo), sono i legami, che a loro volta creano altri legami, ad essere intelligenti. E’ la forma che assumono.

L’homo sapiens sapiens, il cretino che si aggira per strada gesticolando nel suo cellulare, si trasforma in umanità interconnessa. Cosa succederà? Il potere ne è terrorizzato. Blocca Twitter, denuncia You Tube, demonizza Facebook, litiga con Google. Non importa. Animalone cresce, acquista coscienza di sé. Si guarda in giro perplesso. Si domanda che accidenti stia succedendo sul suo pianeta. E forse allungherà un ditone a interrompere la spirale di scelte furbissime, compiute dai soggetti individuali, dalle nazioni, dai meccanismi economici che stanno portando la specie umana alla propria estinzione.

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GIOVANNA NUVOLETTI
GIOVANNA NUVOLETTI

Sono nata nel 1942, a Milano. In gioventù ho fatto foto per il Mondo e L’Espresso, che allora erano grandi, in bianco e nero, e attenti alla qualità delle immagini che pubblicavano. Facevo reportage, cercavo immagini serie, impegnate. Mi piaceva, ma i miei tre figli erano piccoli e potevo lavorare poco. Imparavo. Più avanti, quando i ragazzi sono stati più grandi, ho fotografato per vivere. Non ero felice di lavorare in pubblicità e beauty, dove producevo immagini commerciali, senza creatività; ma me la sono cavata. Ogni tanto, per me stessa e pochi clienti speciali, scattavo qualche foto che valeva la pena. Alla fine degli anni ’80 ho cambiato mestiere e sono diventata giornalista. Scrivevo di costume, società e divulgazione scientifica, per diversi periodici. Mi divertivo, mi impegnavo e guadagnavo bene. Ho anche fondato con soci un posto dove si faceva cultura, si beveva bene e si mangiava semplice: il circolo Pietrasanta, a Milano. Poi, credo fosse il 1999, mi è venuta una “piccolissima invalidità” di cui non ho voglia di parlare. Sono rimasta chiusa in casa per quattro/cinque anni, leggendo due libri al giorno. Nel 2005, mi sono ributtata nella vita come potevo: ho trovato un genio adorabile che mi ha insegnato a usare internet. Due giovani amici mi hanno costretta a iscrivermi a FB. Ho pubblicato due romanzi con Fazi, "Dove i gamberi d’acqua dolce non nuotano più" nel 2007 e "L’era del cinghiale rosso" nel 2008, e un ebook con RCS, "Piccolo Manuale di Misoginia" nel 2014. Nel 2011 ho fondato la Rivista che state leggendo, dove dirigo la parte artistico letteraria e dove, finalmente, unisco scrittura e fotografia, nel modo che piace a me.

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