Di notte
quando l’inverno
è più profondo
e il buio è un fitto bosco senza stelle
qualche sogno inclina troppo in basso
oltre i limiti del sonno
cade nell’oceano
dimora dell’abisso.
Più che nel perduto mare dei Sargassi
qui si allarga il lago grande delle onde
delle anime che chi veglia dice perse
le anime perdute dei viventi
di chi combatte e lotta anche se non c’è speranza
di chi sa che l’inferno solo c’è per chi rinuncia.
Al mattino il tempo della notte
in un soffio passa
molto poco in chi ha dormito resta
eppure ogni tanto qualcuno stranamente fa un sorriso
nella pioggia
nella nebbia
nell’inverno dove il mattino più della notte è buio
c’è il residuo di una debole fiammella
addirittura qualcuno si stupisce
forse c’è speranza
c’è ancora una scintilla.

"La grande onda di Kanagawa" di Katsushika Hokusai
