Bancarotta_dellacqua

Bancarotta dell’acqua

La città di Phoenix, in Arizona, ha annunciato che adotterà nuove restrizioni sull’acqua e razionamenti dovuti alla scarsità, comprese le multe salate a chi usa troppa acqua. Mentre i cittadini subiscono razionamenti, lo Stato dell’Arizona ha permesso la costruzione di 24 Centri Dati IA, e già ne stanno pianificando altri trenta. La scarsità d’acqua è dovuta a gravi tagli della fornitura dal fiume Colorado. Chi sta prosciugando il fiume sono i Centri Dati IA, che usano l’acqua in grandi quantità per raffreddare i processori d’intelligenza artificiale.
Le Nazioni Unite hanno dichiarato (gennaio 2026) che il mondo è entrato in bancarotta globale per l’acqua. I fiumi e i laghi si esauriscono e le falde acquifere non recupereranno mai i loro livelli storici. Tre miliardi di persone vivono in zone in cui lo stoccaggio totale dell’acqua è in calo, e il 50% del cibo globale è prodotto in quelle stesse regioni. Tre principali dispute geopolitiche per l’acqua si sono intensificate: l’Egitto rischia perdite agricole di 51 miliardi di dollari dalla disputa con Etiopia e Sudan per i diritti sul Nilo; il Pakistan ha il 23% del suo prodotto interno lordo legato a una rete fluviale ora minacciata dalla sospensione del trattato idrico con l’India. La ripartizione dell’acqua del fiume Colorado nel 2026 determinerà i diritti idrici dei sette Stati americani che attraversa. Questi Stati producono una quota significativa degli ortaggi invernali e dell’alimentazione del bestiame.
L’Egitto è il più grande importatore di grano al mondo, e già affronta la riduzione di un terzo della sua rete idrica. Il Pakistan affronta la ristrutturazione del debito e l’instabilità monetaria mentre è in sospeso il trattato con l’India che regola l’80% dei suoi terreni coltivabili. L’acqua non è solo una risorsa, è l’economia. Eppure la crisi dell’acqua è invisibile perché il continuo danno ai flussi dei fiumi ed ai livelli acquiferi non viene quotato in Borsa.
Hedgie Markets” calcola che il valore economico annuale dell’acqua e degli ecosistemi di acqua fresca sia di 58 trilioni di dollari, l’equivalente del 60% del PIL globale. Entro il 2050, il 46% del PIL globale dovrebbe arrivare da zone del mondo che sono ad alto rischio di siccità. Nazioni il cui PIL dipende per il 40% dall’agricoltura irrigata, non tengono conto del peso che avrà nel corso degli anni la probabilità di siccità.
Secondo il “Global Water Center”, due miliardi e duecento milioni di persone nel mondo (su un totale di 8,3 miliardi) non hanno accesso ad acqua pulita. Una persona su quattro beve acqua sporca. Ciò porta alla morte, ogni giorno, di mille bambini sotto i cinque anni. I fattori di questa crisi sono molteplici: la sovrappopolazione, il cambiamento climatico, l’inquinamento umano e inadeguate infrastrutture.
L’aumento esponenziale della popolazione fa aumentare la domanda d’acqua. In molte regioni le risorse idriche si esauriscono più rapidamente di quanto possano essere rigenerate. L’aumento delle temperature globali intensifica la siccità, altera la distribuzione delle piogge e fa sciogliere i ghiacciai. I rifiuti industriali e i liquami non trattati contaminano le fonti d’acqua fresca. Più di un milione di persone muoiono ogni anno per mancanza d’acqua pulita, per carenze sanitarie e igieniche.
Nell’Africa sub-Sahariana quasi 400 milioni di persone non hanno accesso ad acqua potabile. Le donne sopportano letteralmente il peso di questa crisi. Donne e ragazze passano molte ore ogni giorno a cercare e portare acqua, camminando in media 6 chilometri per trasportare 18 litri d’acqua. Questa grave responsabilità impedisce alle ragazze di andare a scuola e alle donne di avere opportunità di lavoro remunerato. Secondo “Reuters”, oltre 17 milioni di donne e ragazze raccolgono acqua in Africa da pozzi poco profondi scavati nella sabbia. La pratica quotidiana di caricare tanto peso causa danni ai muscoli e allo scheletro, provocando artrite precoce. Rischiano anche malattie come la schistosomiasi, infezione da vermi parassiti che vivono nell’acqua. Dovendo camminare a lungo e fino a tarda notte per trovare acqua, le ragazze sono ad alto rischio di essere stuprate.
Secondo le Nazioni Unite, la domanda di acqua crescerà con l’aumento della popolazione mondiale, prevista di 9 miliardi per il 2050. Intanto i Centri Dati stanno consumando enormi quantità d’acqua per raffreddare i loro processori IA in regioni con risorse idriche già impoverite. IA consuma tanta acqua quanto l’industria mondiale dell’acqua in bottiglia. E nessun Ente governativo o internazionale collega l’Intelligenza Artificiale all’inquinamento e prosciugamento delle falde acquifere. L’impatto umano sul cambiamento climatico è ormai riconosciuto da decenni. Ma sarà la bancarotta dell’acqua a colpirci prima. Alle guerre per il petrolio succederanno quelle per l’Oro Blu, le guerre dell’acqua.
L’ONU ha annunciato che nei prossimi anni comincerà a scarseggiare l’acqua pulita (da bere, per cucinare, per lavarsi e lavare biancheria e stoviglie). L’acqua sarà privatizzata e razionata. Non sarà più gratuita. Dovremo pagarla, molto più delle attuali bollette e bottiglie. E quelli che non potranno pagarla, non sopravvivranno.

 

 

 

2 commenti su “Bancarotta dell’acqua”

  1. Antonella Desantis

    L’acqua è un bene universale. Sono sempre più convinta che la.specie umana abbia smesso di evolversi da tempo per stupidità

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