Carta velina

Film esile come un foglio di carta velina, in cui trovare reali punti di forza è impresa difficile.
Forse la simpatia innata di Fabio Di Luigi, qui protagonista e regista. Forse la caratterizzazione di qualcuno dei numerosi ragazzi che sono il fulcro della trama, forse la maschera sempre efficace di Antonio Gerardi. Sceneggiatura debole, tempi inutilmente dilatati, a scapito di effetti comici comunque rari e mai sorprendenti.
La storia è un clone del più riuscito “Ti presento Sofia“, sempre con De Luigi, ottenuta moltiplicando il numero dei rispettivi figli, occultati a vicenda, di una coppia in cerca di reciproco affetto senza che affiori una reale storia d’amore.
Virginia Raffaele, brillante personaggio televisivo, si conferma poco adatta al cinema, in quanto sostanzialmente monoespressiva.
Buono per un ozioso pomeriggio di pioggia, da trascorrere davanti alla tv con un orecchio al timer del forno, non sia mai che la crostata vada bruciata. E pensando ai soldi del contribuente, dissipati in gran copia per produrre questa e altre banalità col nome di opere di interesse culturale.
D’altra parte anche Kaufmann, il presunto duplice femminicida di Villa Pamphili, aveva regolarmente ricevuto il finanziamento pubblico per realizzare il suo film.

2 commenti su “Carta velina”

  1. Manuela Ferretti Fioravanti

    Non metto in dubbio la recensione. Non discuto neanche il tono sprezzante…e io sono una giornalista attempata di 40 anni di professionismo ma mi domando, come sempre nelle critiche ancora più spietati, un pensiero agli attori, al regista a tutta la truppe che comunque nel bene e nel male hanno lavorato… Non dico nulla di nuovo ma un consiglio: siate tutti meno feroci

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