Anche se questa è follia, tuttavia c’è del metodo in essa. (Shakespeare, “Amleto”)
Non c’è discolpa per i 40.000 manifestanti iraniani uccisi in due giorni dal regime degli ayatollah, e ancor meno per il mezzo secolo di terrorismo che la repubblica islamica ha scatenato in Medio Oriente e nel mondo. Se i giovani iraniani che protestavano nelle strade si sono per un attimo illusi che l’intervento americano potesse rovesciare le loro sorti ed importare la democrazia, hanno avuto subito modo di ricredersi. Non è certo per loro che Netanyahu e Trump hanno iniziato questa guerra.
Fin dall’inizio dei bombardamenti aerei, una scuola elementare femminile di Minah, nel sud dell’Iran, è stata rasa al suolo, uccidendo oltre 160 bambine. Trump ha accusato gli iraniani di aver commesso la strage, ma sono emerse prove che accusano gli USA. La scuola non è stata bombardata una volta, per sbaglio, ma ben due volte, uccidendo anche i genitori accorsi a cercare i corpi delle proprie figlie.
Ieri l’esercito israeliano ha colpito depositi petroliferi a Teheran, sprigionando una nube tossica che ha fatto piovere neve nera sulla città. Il petrolio, finito nelle fogne, è fuoriuscito dai tombini e ha preso fuoco, un fiume di alte fiamme nelle strade della capitale, coi cittadini attoniti a filmare l’inferno sotto casa. Se non li avranno uccisi i bombardamenti, ci penserà la pioggia acida, l’aria tossica e il cancro.
Intervistato su chi avrebbe preso il posto di Khamenei, Trump ha risposto con uno strano sorriso di soddisfazione: “Non saranno quelli che avevamo in mente, perché sono tutti MORTI. Quelli che erano al secondo e al terzo posto sono MORTI”. Il godimento sadico nell’enfasi sulla parola “morti” non è sfuggito ad alcuni reporter presenti.
Trump era divertito.
Si è mostrato allegro e faceto fin da sabato 28 febbraio, giorno dell’attacco a sorpresa di Israele e USA contro l’Iran. Non volendo mancare la sua solita e redditizia trasferta a Mar-a-Lago per il weekend, ha trascinato con sé tutto il Gabinetto dei ministri nel suo Golf Club, che non è certo una War Room, una sala operativa sicura da cui gestire una guerra. Ricordo, per chi non lo sapesse, che ogni weekend passato a Mar-a-Lago con il solo seguito di Servizi Segreti da Washington, costa ai contribuenti milioni.
Fin dal primo mandato, Trump ha sovraccaricato il prezzo di vitto e alloggio degli agenti addetti alla SUA protezione. Che fosse avido di denaro e di ragazzine l’abbiamo sempre saputo, ma ora, con questa guerra, sta allegramente svuotando le casse del Tesoro con un miliardo al giorno di spese militari. Tanto costa la sua folle guerra all’Iran, che non potrà mai vincere, come Netanyahu non può vincere a Gaza se non radendola al suolo coi suoi abitanti.
Finora, non trovando un motivo razionale per questo attacco massiccio all’Iran, si è detto che fosse una “distrazione” di Trump dalle esplosive notizie contenute nei Files di Epstein. Gli ultimi documenti, pubblicati dal sito del Ministero di Giustizia, poi cancellati, poi costretti a ripubblicare su pressione del Congresso, sono le deposizioni di una donna stuprata e minacciata da Trump quando aveva 13 anni.
Trump ha scatenato la “nebbia della guerra” per distrarre da questi documenti scottanti, e si dice che intenda portarla avanti fino alle elezioni di novembre. Gli elettori americani sono suscettibili alle guerre vinte, e anche a quelle perse. Dopo il fallimento dell’invasione alla Baia dei Porci, a Cuba, l’indice di gradimento di John Kennedy salì del 4%. Dopo l’intervento militare nella repubblica Dominicana, Lyndon Johnson salì del 6%. Dopo l’invasione di Grenada nel 1983, Ronald Reagan salì del 4%. Bush, nonostante l’inefficace invasione di Afghanistan e Iraq, fu rieletto al secondo mandato. Ma la sconfitta elettorale dei Repubblicani quest’anno si prevede ben più grave del 4%.
“The New Republic” ha pubblicato un articolo allarmante il 27 febbraio scorso: “Trump sta pianificando un colpo di stato a novembre”. Nell’amministrazione Trump starebbe circolando una bozza di decreto esecutivo di 17 pagine in cui si sostiene che la Cina ha interferito con le elezioni del 2020 e lo farà ancora. Trump dichiarerà l’Emergenza Nazionale, che sbloccherebbe straordinari poteri presidenziali sulle elezioni, che altrimenti non ha. Potrà ordinare la carta d’identità obbligatoria per votare e bandire il voto per posta e il voto anticipato. Sicuramente questo decreto esecutivo sarà contestato nei tribunali, perché basato su una menzogna. Ma ricordate che dall’imposizione dei dazi (2 aprile 2025) alla risoluzione contraria della Corte Suprema (20 febbraio 2026) sono passati 10 mesi. Trump avrebbe tutto il tempo di posporre le elezioni indefinitamente.
Pensate che gli americani si solleverebbero in protesta? Vi ricordo che l’amministratore delegato di Paramount, il burattino di Trump David Ellison, sta cercando di comprare sia la CBS che la CNN. E che anche il “Washington Post” è in mano ad un amico di Trump (Jeff Bezos). È così che in punta di piedi si va verso la dittatura. La Corte Suprema potrebbe emettere una sospensione dell’emergenza, dichiarando che Trump non può rimandare le elezioni. Ma la Corte Suprema e i giudici non hanno un esercito con cui fermarlo. Questo è il colpo di stato che sarà presentato sotto mentite spoglie al pubblico televisivo di Fox, CBS, CNN e al vasto impero di propaganda MAGA.
Due anziani leader politici corrotti scatenano l’inferno sulla terra per non perdere le elezioni, per non finire in galera. Netanyahu dice che questa dell’Iran è la guerra che porrà fine a tutte le guerre. No, questa carneficina sarà l’inizio di attacchi terroristici ovunque, contro ebrei e americani. Il primo è già avvenuto ieri, 8 marzo, a Oslo, in Norvegia, contro l’ambasciata americana. È stata un’esplosione senza troppi danni, ma è solo l’inizio. Ho pensato: ecco, stiamo tornando agli anni di piombo. Netanyahu e Trump stanno rendendo odiosi gli ebrei e gli americani in tutto il mondo. Metteranno in pericolo le loro vite. Ma quanto credete che importi a due psicopatici? Il ministero della guerra di Trump non aveva neppure previsto piani di evacuazione per gli americani delle ambasciate in Medio Oriente, prima di scatenare l’Armageddon.
Ieri sera ho avuto la conferma di un sospetto. Ho sempre sospettato che Netanyahu fosse responsabile dell’eccidio del 7 ottobre 2023. Innanzitutto il confine con Gaza, del tutto sguarnito di protezione militare. Poi il ritardo assurdo (fino a 10 ore dopo l’attacco di Hamas) come per dar tempo ai terroristi di compiere tali orrende stragi di israeliani da giustificare un furore vendicativo che radesse al suolo Gaza. Sospetto anche di Trump, che non pensi solo a salvar sé stesso, ma che goda ad uccidere, a mettere in pericolo la sua stessa gente. Ieri sera mi è arrivata una mail di Timothy Snyder, l’ultimo suo articolo intitolato: “Il desiderio di terrore”.
“Uno scopo della guerra in Iran potrebbe essere quello di provocare un attacco terroristico dentro gli Stati Uniti. Ciò fornirebbe a Trump un pretesto per cercare di cancellare o nazionalizzare le elezioni di novembre”. Non a caso le difese della sua amministrazione contro i terroristi esterni sono state smantellate, per dedicarsi a presunti “terroristi domestici” come i dimostranti pacifici assassinati dall’ICE. Tutti hanno notato l’assenza di giustificazioni a questa guerra, l’inconsistenza e incoerenza delle motivazioni addotte. “È come se la guerra stessa non fosse il fine, ma soltanto qualcosa di importante per dare il via ad atti di auto-terrorismo”.
Il ministero della Sicurezza Interna, gestito da un’incompetente narcisista patologica che si è vantata di avere ucciso un suo cucciolo (Kristi Noem, denominata “Puppy Killer”) non tiene più i database dei terroristi, ed è ora senza capo, dopo il licenziamento dell’ammazza-cuccioli. Il responsabile del programma per prevenire il terrorismo è un ragazzo appena laureato e senza qualifiche per un tale cruciale lavoro. Il personale competente è stato licenziato, perché gli unici terroristi per Trump sono gli immigrati.
Tulsi Gabbard, direttrice dell’Intelligence nazionale, non ha qualifiche, e i russi l’avrebbero soprannominata “la nostra fidanzatina”, per dubbi servizi svolti in Siria e per posizioni anti-Ucraina. Kash Patel, capo dell’FBI, oltre che non qualificato, si comporta come una celebrità: è andato in Italia a bere e festeggiare con la squadra di hockey, proprio mentre si preparava l’attacco all’Iran.
L’auto-terrorismo non necessita di un gran piano, di chissà quale cospirazione. Basta lasciare che le cose vadano a pezzi e poi afferrare l’opportunità, e questo Trump sa farlo bene. “La catena di eventi: disabilitare il contro-terrorismo, la guerra in Iran, l’attacco terroristico, il tentativo di cancellare le elezioni, potrebbe non essere sufficiente. L’ultimo pezzo che deve cadere e incastrarsi è la reazione pubblica… Non dobbiamo permetterci il lusso della sorpresa”. “La tirannia moderna è gestione del terrore. Gli autocrati sfruttano questi eventi per consolidare il potere, per la sospensione della libertà d’espressione, del diritto di un giusto processo, il più vecchio trucco nel manuale di Hitler. Non dobbiamo caderci. La storia è piena di esempi di leader che sfruttano, o creano delle crisi per restare al potere”.
La provocazione e lo sfruttamento del terrore storicamente non devono sorprendere. “Saremo inorriditi, ma non possiamo essere sorpresi”, perché Trump sfrutterà il panico per distruggere quel che resta della democrazia americana. Queste sono le parole finali di Timothy Snyder al popolo americano: “La responsabilità per la catastrofe sarà loro. E la responsabilità per la democrazia sarà nostra”.


Analisi attenta e terribile,ma veritiera purtroppo!
purtroppo sì! Ora sto leggendo una ricerca inglese sulle armi guidate da AI. Missili “intelligenti” inviati da uomini idioti.
E ovviamente il “genio” tecnocratico Peter Thiel col suo Palantir carsi di dati su tutto e su tutti è in questo giro…
ho scritto carsi ma volevo dire carichi
Non potevi descrivere meglio la situazione ! Trump non può permettersi un ‘elezione e Netanyhaou non vuole andare in galera ! E noi non possiamo fare a meno di resistere !!
Dr. Strangelove, pare.
Vorrei svegliarmi da questo incubo….o come nei film vedere l’eroe che arriva a salvare il mondo…. ma purtroppo è realtà!