Cero_una_volta

C’ero una volta

Ho le prove, ho tanti appigli,
lettere e poesie a iosa
padri, figli e famigli,
mille e mille foto in posa.
Scatti di fronte o di lato,
sbiaditi, a volte mossi,
rubati, colti d’un fiato:
come i miei capelli, rossi.
Firme d’ormai sconosciuti
su cartoline dal mondo,
amici e amanti perduti:
sì, c’è chi mi ha amato, in fondo.
Chi ero, chi sono, chissà,
pure in sogno è me che incontro:
in jeans o in gonne di taffetà
mi riconosco, là dentro.
Preservata nell’utero
dell’inconscia memoria,
guscio molle d’eternità,
atro antro senza storia.

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