Chiara, classe prima B.
È timida, parla solo con Nicole, una ragazzina piccola piccola, silenziosissima e con lo sguardo sfuggente.
Chiara no, i suoi occhi, dietro le lenti, osservano, si soffermano.
Quando spiego, lei ascolta, mi guarda, spesso sorride. Non interviene.
Le interrogazioni sono un supplizio. Lei si agita, si esprime con monosillabi, non ce la fa proprio ad articolare un discorso.
È bloccata. La incoraggio, le sorrido, le cerco lo sguardo. Lei sembra ricambiare ma non si scioglie.
Chiara ha un disturbo specifico dell’apprendimento, ha difficoltà a memorizzare ed è discalculica. È una ragazzina intelligente, ma dubita delle sue capacità e la madre, una donna molto provata e ansiosa, da poco separata da un marito difficile, non la rassicura per niente, anzi, le invia continue disconferme.
E soprattutto Chiara non accetta nessun aiuto, almeno non vuole né quello della madre né quello della tutor. Lei vuol fare da sola.
È la fine di maggio, nell’ intervallo usciamo in giardino. Chiara ride, corre, gioca a palla, chiacchiera con Nicole ma anche con Noemi, Adele, Alessia…Forse le cose per lei stanno cominciando a cambiare, ha solo bisogno di tempo, tempo per crescere, per acquisire fiducia, in sé, negli altri.
Oggi è il 15 settembre, primo giorno di scuola.
Classe seconda B.
Chiara non c’è.
Ha la leucemia, diagnosticata durante l’estate. Ora è al Meyer per la terapia


nel mondo alla deriva, c’è Chiara
💜
I ragazzi aprono sempre degli spiragli
agghiacciante
Una grande tristezza ma con possibilità di riscatto finale!
❤️
Toccante!
come una doccia fredda
Eh sì…