I vivi, i morti, e così i semivivi
notte e il giorno mi frullano attorno,
le loro figure sbiadite e fuggevoli lentamente si mescolano,
il loro peso di dolore e bellezza incrollabili
sul mio palcoscenico di sogno lucido e fantasticheria.
La mia lunga giovinezza: quegli amici avvizziti, caduti dalla grazia,
appena sfiorati, illesi o forse del tutto risparmiati,
continuano a chiedere: eravamo ciechi o ancora intatti?
Quello che abbiamo vissuto era autentico e provato?
E’ stata davvero così bella quella stagione?
Non c’è risposta, mentre attraverso le lacrime vedo
quelli che se ne vanno sempre di più ogni giorno:
un fiore che cade, una ruga che appare,
un frullio, un brivido, un tonfo nelle orecchie,
idoli d’oro che si sgretolano come antica argilla.
Compagni di strada, compagni che sbagliano,
personaggi di cartone e sagome ritagliate da una pila
a stormi e ondate faranno qualche breve ritorno
per perseguitarmi, provocarmi, un bacio e via a turno,
ma nessuno di loro tornerà mai più quaggiù.
E ora, miei cari, è giunto il momento di partire.
Ogni cosa amata sta andando alla deriva:
persone, animali, piante, luoghi lentamente svaniscono,
il mio stesso volto nello specchio si offusca,
amore e vita zoppicano giù per questa via del crepuscolo spettrale.
Oh sì, abito ancora il mio vecchio guscio incrinato,
eppure mi sento sola come un granchio nudo nella sabbia,
perché anch’io sto scivolando dolcemente nel pozzo
del nulla fangoso e dell’addio silenzioso
dove tutti noi esseri senzienti siamo destinati a finire.
Versione in inglese
WHO KNOWS?
The living, the dead, and so the half-living
all night and day are fluttering around me,
their fading fleeting figures slowly mingling,
their burden of pain and beauty unyielding
on my stage of lucid dream and reverie.
My long youth: those friends wizened, from grace fallen,
lightly grazed, untouched or maybe spared in full,
keep asking: Were we blind or still unbroken?
What we have lived was true-to-life and proven?
Was that season, truthfully, so beautiful?
There’s no reply, while I see through the tears
the more and more departing ones each day:
a flower that falls, a wrinkle appears,
a whir, a shiver, a thud in my ears,
gold idols that crumble like ancient clay
Companions on the road, companions who err,
cardboard characters and cutouts from a stack
in flocks and waves will make some brief return
to haunt and taunt and kiss me away in turn,
but none of them will ever down here come back.
And now, my dears, the time is ripe for leaving.
Every cherished thing is drifting away:
people, pets, plants, places are slowly fading,
my own face staring in the mirror blurring,
love and life limping down this dusk eerie way.
Oh yes, I still inhabit my cracked old shell,
yet feel lonely like a naked sanded crab,
for I’m too gently sliding into the well
of muddy nothingness and soundless farewell
where all we sentient beings are bound to end.


Calma, dolcezza, improrogabilità. Cerco di fuggire dalle sensazioni che ho provato leggendo, quasi un moto di paura. Come un cavallo che scarta spaventato.
Grazie
tu la poesia la conosci la senti – Rita. Quindi questa ti ha attraversato. Chi fa poesia è nella poesia
💛❤️