Cinque piani

Al primo piano c’è quella famosa.
Insomma, famosa. Conduceva un tg, ma adesso non più, forse è in pensione. Dietro i vetri c’è una lampada un po’ squadrata, inamovibile e quasi sempre accesa, poi una tenda color avorio. Guardo la lampada e non posso fare a meno di chiedermi: ma come farà ad aprire la finestra?
Ogni tanto la vedo al bar in piazzetta, parla fitto fitto con un tizio antipatico, sempre delle beghe in Rai. Lo so perché sono un impiccione. Lei è piccola piccola, ma tanto in tv l’ altezza non è richiesta.

Al secondo, una sfilza di persiane chiuse. In tutti i palazzi c’è sempre un piano disabitato da anni, sembra abbia il compito preciso di mettere tristezza. Più che triste, drammatico. Una casa vuota, un tempo piena di vita, di persone che giravano per le stanze, davano cene, cucinavano, litigavano, urlavano per i gol della Roma. Festeggiavano il Capodanno, facevano l’ amore. Poi, di colpo, più niente.

Di fronte a me, (sono al terzo, io) una luce al neon. O forse no, è una lampadina a led bianca. È di sicuro la cucina, ogni tanto da lì si affaccia una vecchia: dà un’ occhiata cupa, piena di rimpianto, in strada. Poi si ritira in fretta, preoccupata che qualcuno la veda in vestaglia. La luce bianca è deprimente, dovrebbe essere vietata per legge.

Più sopra, finalmente tutto acceso. Giovani, sicuramente. Infatti c’è uno che gira sempre a torso nudo, fiero di sé. Secondo me è un cretino, ma mi sa che è tutta invidia perché lei ha sempre i capelli sciolti e l’aria di una che si è appena alzata.

Il terrazzo dell’ attico sembra appartenere a un altro mondo: si sente (e in un certo senso è) superiore a tutti, guarda con distacco il resto del caseggiato. Più che le eleganti porte-finestre, velate da tende colorate da cui filtra un’ illuminazione soffusa, raffinata, colpiscono le lucine sempre accese tra le piante rigogliose che ornano parapetti e ringhiere. Lassù, regna il mistero.

Io ho più di novant’anni, sono più vecchio della vecchia del terzo piano e questo è lo spettacolo che passa il convento. Non è un granché, in effetti. Però, condito da un po’ di immaginazione, è migliore di tanti altri, tv compresa.
È lo spettacolo della vita.

10 commenti su “Cinque piani”

  1. Ornella Roccuzzo

    Cinque belle fotografie nel movimento dello sguardo e della curiosità che è l’unica cosa che se la mantieni non ha età.. Grazie Giorgio🤗

  2. Che racconto pieno di umanità e verità! Anche a me capita di osservare i palazzi che ho intorno e immaginare le vite e le persone che li abitano!
    Sei riuscito a descrivere un piccolo mondo sconosciuto che è poi quello che ci circonda!

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