Quando si apre una scatola che contiene vecchie fotografie di famiglia non è inusuale trovarne una a metà, stracciata, segno inequivocabile della rottura di una relazione. A strapparle, di norma, sono le persone stesse raffigurate: un gesto di rabbia compiuto da chi nella foto c’era e ora non vuole più vedere l’altro. Se però la stessa sorte tocca a una tela di Delacroix, si rimane sgomenti, soprattutto a pensare che a tagliarla non sia stato uno dei due raffigurati, ma un commerciante d’arte, per ricavarne un maggior guadagno nelle vendite: due quadri valgono molto più di uno. Eppure, a guardarla da vicino, quella lama mossa da un puro calcolo economico finisce per compiere, quasi per caso, lo stesso gesto che la mano di uno dei due amanti avrebbe forse compiuto, se invece di una tela si fosse trattato di una fotografia. Il mercante separa Chopin dalla Sand e, senza volerlo, conferma qualcosa che la storia ha già detto.
Il quadro di cui parlo è quello che raffigura Chopin e George Sand. Si sa che Delacroix era affascinato dalla musica di Chopin e dal carisma anticonformista di George Sand. Nel 1838, proprio l’anno in cui i due si innamorarono, ma chissà se davvero allora si trattava già d’amore, iniziò a dipingerli: Chopin al pianoforte, George Sand seduta vicino a lui. Il quadro non fu mai terminato: i due interruppero le sedute di posa per andare a Palma di Maiorca, dove un clima più mite avrebbe dovuto mitigare gli effetti della tubercolosi di Chopin. Da quel viaggio la tela rimase incompiuta e, alla morte di Delacroix, venne venduto a un commerciante che lo tagliò a metà, separando per sempre la figura di Chopin da quella di Sand. I due frammenti di tela iniziarono un esilio reciproco: il volto di Chopin approdò al Museo del Louvre di Parigi, mentre quello della Sand fu acquistato dal Museo Ordrupgaard di Copenaghen. La tormentata storia d’amore tra Chopin e George Sand si sa come andò a finire, e le due tele divise sembrano suggerire, quasi per associazione involontaria, una lettura che nulla ha di dimostrabile: che i due dipinti isolati si prestino a essere guardati come se contenessero già in nuce le fratture sotterranee di un rapporto destinato a esplodere con acrimonia negli anni successivi.
Scriverà George Sand, quando la relazione era ormai non più ricomponibile: “Preferisco vedervi passare al nemico piuttosto che difendermi da un nemico uscito dal mio seno e nutrito col mio latte. Prendetevi cura di lei, visto che è a lei che credete di dovervi consacrare.” Sand si riferiva alla figlia, la bellissima e indomita Solange, che aveva sempre più attirato le attenzioni di Chopin, instaurando con lui un profondo legame. Affetto paterno, complicità psicologica o una più sottile attrazione? Chi può dirlo con certezza. Di certo George Sand se ne era ingelosita.
Nel frammento danese della tela, la posa della Sand appare vezzosa, con uno sguardo sognante reclinato verso il basso. Vi è il piacere dell’ascolto o maschera un presentimento, come se già intuisse il peso del ruolo di infermiera e la fine imminente dell’illusione romantica? Nel frammento parigino, lo sguardo di Chopin è preoccupato, rivolto verso l’alto: teme la relazione con la Sand più della sua stessa malattia, consapevole di star imboccando un sentiero senza difese?
Ma c’è un aspetto denso di significato nello spazio centrale cancellato dal taglio del mercante. La mutilazione fisica della tela sembra simboleggiare lo spazio relazionale in cui si insedierà la frattura familiare legata ai figli della Sand, in primis Solange. La lama del mercante d’arte che divide i due amanti non fa che ripetere, sulla materia pittorica, la stessa identica scissione emotiva che la figlia opererà nella realtà domestica di Nohant, contribuendo a distruggere il legame tra la madre e Chopin. Se volessi vedere le due tele tagliate, dovrei andare prima a Parigi e poi a Copenaghen; durante tutto il tragitto, il mio pensiero andrebbe a quella parte della tela che è venuta a mancare: mi verrebbe in mente Solange, che vegliò al capezzale di Chopin fino all’ultimo istante.

Fotomontaggio dei due frammenti del doppio ritratto di Eugène Delacroix
Fryderyk Chopin George Sand Solange Dudevant
