Delegazione da Cincinnato

Per le elezioni politiche del 2027 io ce l’ho un partito completamente diverso da sottoporre al giudizio degli italiani. Un partito che provi ad affidarsi all’immaginazione, alla sperimentata competenza ed a scuotere gli elettori ormai in stand by.
Un Partito Governo con un bell’elenco di “candidati ministri”. Al primo posto, naturalmente, lui, Mario Draghi.
So che mi pioveranno addosso le accuse di utopismo (e anche peggio) dai nuovi zeloti della realpolitik: non mi spaventano affatto.
So di parlare a legittima difesa di tanti che come me pensano con orrore alle elezioni politiche del 2027 con la prospettiva di una brutale alternativa tra opposti populisti, ancor più illividiti e sciancati di quelli del 2019.
Dunque non vedo altra strada di quella virile – oddio, mi perderò il consenso delle amiche libdem, con l’uso di questo aggettivo? – e sobria a cui i senatori romani si applicarono andando, al di là del Tevere, ai Prata Quinctia, un campetto di quattro iugeri, per convincere Cincinnato a deporre la vanga ed a reindossare la toga in difesa di Roma.
Lo so, esiste tutta una saggistica sulla gelida solitudine intellettuale del Nostro. Ma credo che sia piuttosto un alibi per molti a non decidersi a fare ciò che in queste ore va fatto: mettere su una delegazione di volenterosi che lo convinca a staccare dal chiodo i suoi scarponi da montanaro per sporcarli di fango.
C’è una scalata molto ardua da fare oggi, non ieri né domani, per provare ad elevare il discorso pubblico; per provare a riaccendere la passione civile dei tanti delusi in stand by. Chi meglio di Mario Draghi può guidare questo tentativo? Mi guarderò bene da fare i nomi per questa ambasceria, ma quanti vorranno umilmente accollarsi questa nobilissima causa avranno ai nostri occhi il merito grande di averle tentate tutte per restituirci una terza via patriottica ed europea.
Dai, liberal-democratici e riformisti della penisola, formatela questa delegazione ed andate a convincere l’italiano migliore che si può fare. Tirateci fuori da questa asfissia del bipopulismo.

15 commenti su “Delegazione da Cincinnato”

  1. Credo che Mario Draghi e Matteo Renzi siano gli unici politici che mi risultano comprensibili e credibili. Spero che tornino.

    1. Paolo Delicato

      I due non sono paragonabili. Renzi e’ un ottimo oratore ma essenzialmente nella dialettica politica e nell’area giuridica, ma soffre di eccessivo protagonismo. Draghi è certamente uno dei migliori economisti a livello mondiale ed ogni suo studio o documento è oggetto di profonda analisi di politica economica e finanza internazionale. Le sue proposte e riflessioni sono da sempre stimolo al cambiamento ed ad una logica più corretta nelle decisioni sulle strade da percorrere per un forte sviluppo economico nazionale ed europeo.

  2. Tutto giusto, ma mi permetto di aggiungere qualche riflessione (per l’autore o per chi legge, se lo vorrà): ai tempi della prima repubblica siamo sicuri che la classe politica non si sia avvalsa di gente improvvisata (oggi verrebbero chiamati gli “scappati di casa”) pur di procacciare preferenze? Pensate davvero che a quei tempi gli elettori prestissimo più attenzione alle profonde riflessioni di Spadolini e non invece a questi ultimi che battevano il territorio facendo promesse?
    Una volta Saviano scrisse che in tempi di elezioni anche il PdS campano (o come si chiamava all’epoca) perdeva ogni remora e andava alla caccia di voti con ogni mezzo.
    Abbiamo scelto (o ci hanno condotto, fate voi) di essere sempre più ignoranti (parlo come popolo) per concentrarci su bisogni effimeri e immediati, perdendo di vista ogni prospettiva futura.
    Per chiudere: oggi avrebbe un futuro una classe politica che guardi avanti? La “criminalizzazione” della Fornero è lì sotto gli occhi di tutti a testimoniarlo.

  3. Ottimo intervento, fuori dagli schemi, come tale da apprezzare perché l’obiettivo ultimo è il paese e non la fortuna, sempre risibile ed opinabile, di questo o quel partito, di un campo più o
    meno largo, di una destra che non riesce a convincere attraversata da sovranismi ed intemperanze verbali di chi probabilmente per una dose eccessiva di mojto la continua a fare fuori dal vaso.

  4. Patrizia Menna

    Ho sempre apprezzato il lavoro di Draghi, sia in sede Europea, sia come Primo Ministro in Italia, e auspicherei un suo ritorno, potrebbe essere la nostra salvezza.
    Non so perché , quest’ultima aspettativa, mi sembra un’utopia.

  5. Mi sento di confermare il pieno sostegno alla tua proposta. Il “Partito Governo” con Draghi è l’unica alternativa credibile al confronto tra populismi del 2027.
    L’idea di “candidati ministri” competenti supera la logica del marketing elettorale vuoto, offrendo serietà e competenza. Draghi incarna perfettamente la figura del servitore dello Stato.
    È urgente che liberal-democratici e riformisti formino la delegazione per convincerlo. La “terza via patriottica ed europea” non può più aspettare.

  6. Paolo Delicato

    I due non sono paragonabili. Renzi e’ un ottimo oratore ma essenzialmente nella dialettica politica e nell’area giuridica, ma soffre di eccessivo protagonismo. Draghi è certamente uno dei migliori economisti a livello mondiale ed ogni suo studio o documento è oggetto di profonda analisi di politica economica e finanza internazionale. Le sue proposte e riflessioni sono da sempre stimolo al cambiamento ed ad una logica più corretta nelle decisioni sulle strade da percorrere per un forte sviluppo economico nazionale ed europeo.

  7. Credo che Mario Draghi e Matteo Renzi siano gli unici politici che mi risultano comprensibili e credibili. Spero che tornino.
    Chi Renzi credibile?

    “Se perdo il referendum sulla riforma costituzionale smetto di far politica. Non è un plebiscito su di me, ma finalmente c’è la responsabilità di chi fa politica dopo che per anni c’è stato il pantano». Lo ha detto il premier Matteo Renzi a Repubblicatv. Il premier ha definito questa linea più da «sistema anglossassone: fai uno-due mandati e te ne vai». E ha aggiunto: «Dopo che hai fatto la riduzione delle tasse, il Jobs act, dopo che hai fatto la riforma della scuola e della Pa arrivi alla riforma costituzionale, la partita su cui ti sei giocato tutto, e allora se la perdi devo trarne le conseguenze». ”

    Questo chiaccherone oramai parla dal cimitero degli elefanti.Poereto.Non se lo fila più nessuno.

  8. Alberto Bianchi

    Gentile
    sig. Vincenzo Marini Recchia,

    Della sua proposta di una “Delegazione da Cincinnato”, condivido l’intento di invitare l’ex Presidente del Consiglio dei Ministri ed ex Governatore della Bce, Mario Draghi, a dichiararsi di nuovo disponibile a “scendere in campo” al servizio dell’interesse nazionale dell’Italia e dell’Europa. Ma – per una serie di ragioni e fattori di varia natura che sarebbe qui molto lungo elencare – lo scopo non credo possa essere quello di puntare ad “… un partito completamente diverso da sottoporre al giudizio degli italiani …” nelle elezioni politiche del 2027, con a capo, per l’appunto, Mario Draghi. Intendiamoci: anche per me si tratterebbe della migliore soluzione politica di governo per il nostro paese. Ho sempre creduto e credo nel valore di grande statista di Mario Draghi. Sono convinto, invece, che lo scopo, previa disponibilità in tal senso di Draghi, debba essere quello di giungere ad una dichiarazione politica – pubblica, unitaria e trasversale – di tutti partiti di maggioranza e di opposizione italiani disposti a sostenere Mario Draghi per un suo ritorno – qui ed ora – ad un ruolo e compito di direzione politica ed operativa nelle istituzioni europee. Sono certo, difatti, che l’Europa – nella duplice forma dell’Ue a 27 Stati o, più convintamente ed efficacemente, in quella della Coalizione dei Volenterosi – è chiamata a profondi cambiamenti nelle istituzionali e negli equilibri di potere interni al continente ed esterni verso il resto del mondo. In tal senso, Mario Draghi potrebbe essere non solo il migliore punto di riferimento e di ispirazione ma, soprattutto, di direzione politica per un’ “Europa potenza”.

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