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Duel: Trump contro Anthropic

Preambolo

I rapporti tra Anthropic (la “mamma” di Claude) e il governo americano sono tesi dal febbraio 2026, quando l’azienda si è rifiutata di concedere al Pentagono l’uso di Claude per due scopi specifici: la sorveglianza domestica di massa dei cittadini americani e le armi pienamente autonome, quelle in cui è l’IA, non un essere umano, a decidere il bersaglio.
La risposta del governo è stata senza precedenti. Il 27 febbraio Trump ha ordinato a tutte le agenzie federali di cessare immediatamente l’uso della tecnologia Anthropic, e il Segretario alla Difesa Hegseth ha classificato l’azienda come supply chain risk: una designazione di “rischio per la catena di approvvigionamento” riservata di norma agli avversari stranieri, tipicamente aziende cinesi.
Quello che Trump non aveva previsto è che, il giorno dopo il suo bando, l’app di Claude è schizzata al primo posto dell’App Store americano. A fine marzo la giudice federale Rita Lin ha emesso un’ingiunzione preliminare che ha congelato sia l’ordine alle agenzie sia la designazione di supply chain risk. Nel frattempo, le agenzie hanno continuato a dipendere da Claude. E l’etica, scelta che Anthropic sembra fare con naturalezza, ha pagato parecchio.
Nei mesi della guerra con Washington la valutazione di Anthropic è esplosa esponenzialmente. A fine maggio l’azienda aveva una valutazione di circa 965 miliardi di dollari, più che raddoppiata in 3 mesi, sorpassando OpenAI e arrivando a un passo dal trilione, con prospetto IPO depositato in via confidenziale.
Anthropic da ditta nata 4 anni fa dalla preoccupazione sulla sicurezza di Amodei (fondatore) è diventata la rappresentazione di una ditta Etica che sa opporsi ad un governo che non rappresenta i valori democratici.
La sicurezza è anche il cuore del recente saggio di Dario Amodei, Policy on the AI Exponential, dove chiede una regolazione vincolante dei laboratori di frontiera sul modello della FAA, l’agenzia che certifica gli aerei. Il paragone è letterale: come un aereo non vola senza collaudo e certificazione, e se non è sicuro resta a terra o viene richiamato, così un modello di frontiera dovrebbe essere verificato prima del rilascio, e il governo dovrebbe avere il potere di bloccarne o revocarne la pubblicazione quando non raggiunge standard di sicurezza elevati.
Con una condizione che Amodei mette in chiaro: quel potere va esercitato dentro un processo trasparente, equo e ancorato ai fatti tecnici, in una coalizione di democrazie. Insieme al saggio Anthropic pubblica una proposta legislativa concreta sul testing dei modelli di frontiera e un quadro di policy sulla perdita di posti di lavoro, dietro cui si è già impegnata a mettere un finanziamento consistente, definendoli «primi passi per segnalare la nostra serietà».
Amodei propone policy americane perché Anthropic è americana, ma ha più volte ribadito di volere regole generali e trasparenti ancorate a una regolamentazione globale per evitare che l’AI concentri il potere e aumenti le disuguaglanze. Lo stesso baricentro dell’azienda è sempre più spostato in Europa. La crescita nella nostra regione è stata la più rapida, con ricavi cresciuti di oltre nove volte in un anno e sei uffici europei, incluso quello di Milano aperto a fine maggio.
Il 25 maggio, alla presentazione dell’enciclica di Leone XIV sull’intelligenza artificiale (Magnifica Humanitas), l’unico rappresentante della Big Tech invitato era un cofondatore di Anthropic, Chris Olah: il Washington Post ha titolato, senza giri di parole, “Anthropic si allinea col Vaticano contro la Casa Bianca”. E pochi giorni fa l’azienda aveva esteso l’accesso a Mythos all’agenzia europea per la cybersicurezza ENISA, primo ente fuori da Stati Uniti e Regno Unito. Con un particolare che torna utile: per ottenere quell’accesso, la UE ha dovuto chiedere il permesso all’amministrazione americana.
L’evento
Cosa succede ora? Il 9 giugno esce, disponibile per tutti, Fable 5, una versione con filtri di sicurezza di Mythos 5, modello di punta di Anthropic, incredibilmente più potente di qualsiasi altra AI. E, cosa da notare, incredibilmente più sicura di qualsiasi altra AI: i suoi safeguard erano stati sottoposti a red-teaming per migliaia di ore anche da soggetti esterni, tra cui l’AISI britannica (l’istituto governativo del Regno Unito per la sicurezza dell’IA) e diverse organizzazioni terze. Anthropic attraverso il progetto Glasswing aveva lavorato per due mesi al fine di rendere la classe Mythos sufficientemente sicura da essere data al pubblico.
Venerdì 12 giugno, alle 17:21 ora della costa Est (poco dopo le 23 in Italia), il governo americano ha emesso una direttiva di export control che ordina ad Anthropic di sospendere l’accesso a Fable 5 e Mythos 5 per qualsiasi cittadino straniero, dentro o fuori dagli Stati Uniti, inclusi i dipendenti stranieri della stessa Anthropic. La motivazione: un presunto metodo per aggirare i safeguard di Fable. Anthropic dice di aver esaminato la dimostrazione e di aver trovato solo vulnerabilità minori e già note, individuabili anche da modelli pubblici concorrenti come GPT-5.5 di OpenAI.
Togliere accesso a tutti gli stranieri oltre ad essere di dubbia etica, crea problemi seri ad Anthropic. Chi fa la ricerca, chi costruisce Claude? Il nucleo è marcatamente internazionale. Chris Olah, che guida l’interpretability, è canadese; Jan Leike, a capo della scienza dell’allineamento, è tedesco; Andrej Karpathy, appena entrato nel team di pre-training, è slovacco di nascita; Amanda Askell, che ha scritto la “Costituzione” di Claude e ne plasma il
carattere, è scozzese. Sono le persone che decidono cosa il modello sa, come è allineato, cosa capisce di sé e che personalità ha. Come in tutti i laboratori di frontiera americani, gran parte dei ricercatori sono cittadini stranieri con visto.
La risposta
La direttiva riguarda i cittadini stranieri e specifica che riguarda anche quelli che lavorano per Anthropic. Anthropic, però, ha disabilitato i due modelli per tutti, e ha descritto la cosa come “l’effetto netto di questo ordine è che dobbiamo…”. Solo che quel salto, da “blocca gli stranieri” a “spegni per chiunque”, non è motivato da nessuna parte. Anthropic sa benissimo segregare l’accesso per nazionalità, o meglio già ha accessi riservati: lo fa già con Claude Gov che gira su reti classificate riservate a personale autorizzato e all’interno del progetto Glasswing.
La difficoltà è analoga a quella che avrebbe lo stato Italiano a bloccare un accesso SPID. Spegnere tutto, dunque, non è una necessità tecnica: è una scelta, mascherata abilmente da necessità. Il nome di questa mossa è compliance ostile: si ottempera alla lettera, ma nel modo più distruttivo possibile. Anthropic non si è fermata qui, ma ha pubblicato un comunicato che smonta punto per punto la fondatezza dell’ordine. La costruzione passiva (“l’effetto netto… dobbiamo”) accondiscende alla pressione e ne disconosce l’intenzione.
Anthropic ha spento tutto e lo ha detto a tutto il mondo, se provate ad usare Claude vi comparirà un banner dicendo che Fable è disattivato con un link per informarvi. Non potete togliere il banner. Ci dovete pensare, vi dovete indignare. Gridarlo al mondo non è solo una leva su Trump: è difesa di quello che Anthropic ha costruito in credibilità. Se il governo americano può sfilare Mythos a comando (e ricordiamo che alla UE è stato persino imposto di chiedere il permesso), allora la promessa di Anthropic, “l’IA affidabile delle democrazie”, è ostaggio di un export control. Ottemperare in sordina avrebbe tenuto contenta l’amministrazione, ma le avrebbe fatto perdere Bruxelles e l’intera narrazione costruita in un anno. La compliance ostile, in questa luce, non è solo la lettura più favorevole all’azienda: è l’unica compatibile con la sopravvivenza della sua identità.
Mentre scrivo l’accesso non è ancora ripristinato e Anthropic ha promesso dettagli tecnici entro 24 ore. La domanda non è se Washington tornerà sui suoi passi, ma quanto può reggere prima di doverlo fare. Tenere il punto significa rinunciare al miglior strumento di cyberdifesa che ha, per proteggere un Paese dagli stranieri spegnendo qualcosa che gli stranieri stavano appena iniziando ad usare.
Vorrei chiudere con un ultimo livello di analisi: la pubblicità. Mythos (mito), Fable (fiaba) sono ora diventati leggenda. Perché tu puoi dire che il tuo modello è potente, puoi dire che non lo rendi subito pubblico perché è troppo potente, ma quando il governo americano dice che non puoi darlo ad altre persone perché è troppo potente, inizia a luccicare come un tesoro proibito.

Se questo è il livello strategico, c’è solo da mettersi comodi e godersi lo spettacolo.

1 commento su “Duel: Trump contro Anthropic”

  1. Stiamo salendo di livello. Niente guerre tradizionali, ora solo guerre cibernetiche. Ne vedremo delle belle. Lessi una trilogia di fantascienza cinese “Il problema dei tre corpi” si svolgeva nell’arco di più di 400 anni, be’, c’era tutto, questo compreso. Amo la fantascienza ma la realtà…WOW!

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