– Conosci la favola delle api?
– No.
– Dovresti leggerla.
– Perché? Chi l’ha scritta?
– B. de Mandeville. È una riflessione sul benessere e sul vizio.
– La solita vecchia storia sui vizi privati e le pubbliche virtù?
– No, al contrario: è un elogio del vizio e una condanna della virtù.
– Questo B. de Mandeville si sta candidando a presidente in qualche stato?
– No, nacque nella seconda metà del Seicento. Ma le sue capacità di analisi erano sorprendenti.
– Davvero? Dimmi.
– Ti leggo la morale: “Abbandonate dunque le vostre lamentele, o mortali insensati! Invano cercate di accoppiare la grandezza di una nazione con la probità. Non vi sono che dei folli, che possono illudersi di gioire dei piaceri e delle comodità della terra, di esser famosi in guerra, di vivere bene a loro agio, e nello stesso tempo di essere virtuosi. Abbandonate queste vane chimere! Occorre che esistano la frode, il lusso e la vanità, se noi vogliamo fruirne i frutti.”*
– Con quale ragionamento arriva a una conclusione che sembra descrivere piuttosto bene la nostra epoca?
– Leggi la favola, sono poche pagine. Un piccolo sforzo puoi farlo anche tu.
– D’accordo, la leggerò. Ma dammi almeno un’anticipazione.
– Le api di un alveare vivono nell’opulenza, ma si rendono conto che quell’ opulenza nasce proprio dai vizi. Si lamentano della frode dalla quale pure traggono beneficio e chiedono al buon Dio soltanto la probità. Mercurio, dio dei ladri, non riesce a trattenere il riso davanti a una preghiera così sfrontata. Gli altri dèi dicono che è stupidità condannare ciò che si ama. Ma Giove, indignato, decide di esaudire la loro richiesta. La frode scompare, arriva la virtù e l’alveare cambia volto. Le api diventano oneste, ma perdono anche il lusso, l’operosità e la prosperità di prima. Alla fine comprendono che proprio quei vizi che condannavano erano ciò che rendeva possibile il loro benessere.
– Mi vuoi dire che anche il benessere degli umani dipende dai vizi, dalla frode, dal lusso, dalla vanità?
– Hai qualche dubbio in proposito?
– Mi cogli di sorpresa, dovrei pensarci un attimo, ma in linea di massima … beh dipende… Sicuramente c’è del vero. Ma in che epoca è vissuto questo De Mandeville?
– Tra Seicento e Settecento, te l’ho già detto. In quell’epoca frode, lusso e vanità, per riprendere il suo discorso un po’ cinico, non portavano alla distruzione dell’alveare. Gli umani se la vedevano tra di loro e l’impatto sulla natura era limitato. Oggi la situazione è radicalmente diversa. Guarda, siamo qui sotto questo ombrellone, fa un caldo infernale, stiamo sorseggiando un ottimo calice di vino bianco, ascoltiamo una bella musica che proviene dal bar, ci sono camerieri che, a un nostro cenno, accorrono ed esaudiscono qualsiasi ordine. Vai a farti un bagno. In mare, non in piscina. Guarda quante bollicine sozze; vedi l’azzurro e il blu? Questo mare è malato. E fosse solo il mare… Coi soldi si pensa di ottenere tutto; scriveva Shakespeare: “Oro? Prezioso, scintillante, rosso oro? No, dei, non è frivola la mia supplica. Tanto di questo fa il nero bianco, il brutto bello, il cattivo buono, il vecchio giovane, il vile valoroso, l’ignobile nobile.”**. Il fatto è che oggi a differenza di allora, per via degli ignobili sempre più nobili, l’aria è irrespirabile, il mare sozzo… incendi, crisi idriche, riscaldamento climatico.
– Goditi il bicchiere di vino. Non hai cambiato il mondo da giovane e vuoi farlo da vecchio? E poi non ti pare che i giovani subiscano, anche più di noi, il fascino del prezioso e scintillante rosso oro? Che amino i vizi più delle virtù senza vergognarsene, a differenza di noi che un po’ di pudore l’avevamo?
– Non tutti. E poi a trasformare i vizi in virtù non sono stati i giovani, ma i potenti, gli ignobili nobili. Lo sai meglio di me. Il vizio, se hai un po’ di coscienza, lo tieni sotto controllo, ma se lo chiami virtù, la deriva rischia di essere drammatica.
*La favola delle api: clicca qui
**Shakespeare, Timone d’Atene, citato da Marx nei Manoscritti economico-filosofici del 1844


“I sette peccati capitali dei piccoli borghesi” B. Brecht e K. Weill ( Anna I & Anna II :
GISELA MAY) : https://www.youtube.com/watch?v=5NUF9WwD9HI