(ovvero il rovescio di “Ossi di seppia”)
Domandaci la formula che riduca dentro a un cerchio
il corpo vostro deforme, e a segni d’acqua
la neghi e s’offuschi come un rovo
trovato a lato a un lucidato campo.
Oh la donna che procede incerta,
alle altre e pure a sé nemica,
e del corpo suo gelosa che il maestrale
sbatte sotto una levigata cinta !
Chiedici la parola che monti sgretoli,
e degli accenti nitidi e freschi come un sasso.
Null’altro ieri potemmo fare,
per ciò che siamo, per ciò che vorremmo.
E’ la seconda “rivoltata” di Montale del nostro squisito collaboratore. Per chi vuole l’originale cliccare qui) – La Redazione


Ho sentito la necessità di rileggere la poesia, è ancora una volta ho goduto delle parole giuste che la rendono vera, alta poesia…
questi ironici giochi di marco ci spingono a riaprirci alla poesia