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FAVOLE AL CONTRARIO

SALVATORE RONGA
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La vera storia di Biancaneve

Foto Dina Goldestein, progetto Fallen Princess

Il principe e Biancaneve erano felici e contenti, lui le diede un bacio, ma lei si addormentò. I sette nani posero la fanciulla in una teca di cristallo quando, scalando la rupe da dove i nani l’avevano precipitata, una vecchina si fece avanti. Pescò dal cesto una mela e l’accostò alla teca. Il profumo che sprigionava quel frutto succulento risvegliò Biancaneve. «Che fame!», disse, e addentò la mela. La vecchina, come premio della sua buona azione, fu trasformata in una regina di sorprendente avvenenza. E, incredula per il sortilegio, non smetteva di rimirarsi allo specchio, chiedendogli chi fosse la più bella del reame. Lo specchio, un bel giorno, si stufò. «È Biancaneve!» esclamò. A quel punto la regina si ricordò di Biancaneve e inviò nel bosco un cacciatore di sua fiducia perché la ritrovasse. Ma Biancaneve era tenuta prigioniera dai nani nella loro casetta. La obbligavano alle faccende domestiche mentre lavoravano in miniera. L’avevano ridotta così male in arnese che il cacciatore neanche l’avrebbe riconosciuta se non fosse stato per il cuore, il cuore grande di Biancaneve: la poveretta sgobbava tutto il giorno al soldo di quelle sette pesti senza fiatare, e sembrava anche contenta. Alla fine, usando la forza, il cacciatore condusse con sé la fanciulla e la riportò al castello. Ora è ancora lì, come ridiventata bambina, tornata a vivere a casa dei suoi, dove già c’era una volta.

 

 

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SALVATORE RONGA

Nacque a bordo di un’isola nel golfo di Napoli, Ischia. Sbarcò raramente, così da poter attribuire al rollio ogni tormento esistenziale. Sperimentò varie forme di gastrite. Perse i capelli, ma non perse tempo a raccoglierli. Amò più di quanto i suoi amici sospettassero e odiò molto meno di quanto i suoi nemici avessero creduto. Venne alla luce il 13 luglio 1969 e da allora non fa che scrivere e riscrivere il suo epitaffio.

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