Il Caro Ombrellone, quello che da sempre ti metti sulle spalle e vai verso una spiaggetta isolata per goderti sole, mare e, naturalmente, un po’ d’ombra. Non l’ho trovato in garage, con quei suoi colori arcobaleno che, rispetto alla tinta unita, fa più esotico, più allegria.
Mi ha voluto mandare un messaggio. Lo faccio mio: basta con l’ombrellone fai da te, sarà la volta dello stabilimento balneare. Nella vita si cambia, ha voluto dirmi scomparendo.
Che sarà mai. Un ombrellone, due lettini e un po’ di pace, ma solo nelle pause imposte. C’è l’avviso a caratteri cubitali che segnala i brevi periodi della giornata senza musica né animazione. Pazienza!
Il bagnino, uno come tanti se non fosse per la canotta griffata e un mega tecnologico orologio multifunzionale al polso, mi indica, prima sulla cartina e poi materialmente, quello che potrebbe fare per noi due.Non ci capisco niente e dico di sì.
“Bene”, mi fa, “mentre io accompagno la Sua Signora alla fila 80 ombrellone 17, Lei può passare alla cassa. Mi raccomando, fila 80 numero 17. L’aspetto con la ricevuta”.
Alla cassa c’è fila. Guardandomi intorno per assimilare lo stabilimento, non faccio caso che tutti quelli in fila hanno tra le mani la carta di credito.
Distratto dalla curiosità del luogo, che oserei chiamare stabilimento balneare avveniristico, mi ritrovo davanti all’addetto alla cassa. Sobbalzo. Con il caldo che fa di fronte ho un “pinguino” (almeno mi fa pensare a qualcosa di freddo) in un impeccabile completo scuro da cena di gala. Sarà che ci tengono alla forma, penso.
“Mi hanno detto di riferire: Fila 80 ombrellone 17. Grazie”.
Con estrema gentilezza da abile venditore mi fa: “Forse il bagnino non Le ha ben consigliato. Una persona come Lei, immagino accompagnato dalla Signora, non è adatta alla FORMULA LIBERA. Si tratta della soluzione più economica, quella da soli centocinquanta euro. Non dovrei dirglieLo, ma non è che si respira tanto bene lì, c’è molta più calca e molti più schiamazzi. Certo, l’acqua di mare è inclusa (ride) ma per raggiungerla e poi ritornare alla Fila 80 numero 17 si sentirà come chi attraversa il deserto. Ci vorranno, quindi, molte bevande per dissetarsi e non sono comprese. Non so come la prenderebbe la Sua Signora. Già ha commesso l’errore di farla avviare con il bagnino. Rischia di vederla di ritorno qui da un momento all’altro per una bella ramanzina”.
Si ferma un attimo e in quello stesso istante realizzo perché c’era e c’è tutta quella fila. Un logorroico!
“Io le consiglio”, riprende, “di ascoltarmi un attimo” (e io penso ANCORA?) in modo che possa illustrarLe opzioni più consone a Lei e, soprattutto, alla Sua Signora”.
Altra pausa che mi permette di pensare “questo d’inverno fa l’avvocato!”.
“Ecco, abbiamo da proporLe… non dico la prima fila PARADISO, quella è stata venduta all’asta nel giorno dello scorso Natale e se l’è aggiudicata un magnate di una Big Tech della Silicon Valley e chissà che non arrivi anche Trump. Vediamo ancora. Immagino che non Le possa interessare un ombrellone tra la seconda e la decima fila. Sono sponsorizzati da noti influencer e oltre ad esserne rimasti pochi disponibili, è un mondo, mi scusi se mi permetto, che non le appartiene; molto social. Lei viaggia ancora con il quotidiano sotto il braccio e un classico nel borsello stile anni ’70-‘80”.
La fila, non scomposta né protestante, aumenta ancora alle mie spalle.
“Senta, non Le voglio rubare altro tempo al mare. Le do due opzioni che dicono tutto senza che debba spiegarLe brevemente i dettagli. Come vede mi sta facendo ingolfare la fila con le Sue indecisioni. Opzione BREZZA MARINA cinquecento euro, capisce qui si paga anche l’aria. Oppure se vuole restare più basso STANDARD EXPERIENCE da soli duecentocinquanta euro, una formula molto essenziale ma mai quanto la FORMULA LIBERA che ha scelto. Quasi le conveniva prendere il Suo vecchio Caro Ombrellone in garage e trovarsi una spiaggetta desolata”.
Lo interrompo per dire “voleva dire isolata”, e Lui “no, proprio desolata. Allora? Che fa? Conferma o cambia? L’accendiamo?”
Giro i tacchi tra la sorpresa del logorroico “pinguino” e di tutti quelli in fila che, questa volta, rumoreggiano.
Scorgo anche la mia Signora, già tornata all’ingresso dello stabilimento, che mi scruta da lontano con aria truce. “Dove mi hai portato!”
Sono in garage a controllare meglio. Mi sarò fatto prendere dalla pigrizia.
Eccolo IL CARO OMBRELLONE. Come lo preferisco al “caro” ombrellone!! (Mic L’ape 🐝)

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Affollamenti estivi Costi alle stelle Spiagge tecnologiche

Complimenti Michele ottima scelta di stile sia letterario che di vita
Bravò !
Ho letto il tuo articolo ed è davvero stimolante. L’approccio che hai usato per analizzare l’argomento è originale e mi ha fatto riflettere su aspetti