Genio_musicale_e_iperacusia

Genio musicale e iperacusia

Niky è un ex enfant prodige del pianoforte. Le sue dita scorrevano sui tasti come su una tavola magica. Ma il destino cinico e baro ha messo un intoppo su tanta magnificenza: lo ha reso sensibilissimo ai rumori, malato di acufene. Lo ha costretto ad abbandonare il suo strumento e a dotarsi di tappi per le orecchie, visto che ogni minimo rumore, lo fa saltare sulla sedia. Ma lui riesce ad “ascoltarlo” lo stesso. a percepire quasi solo mentalmente ogni più piccolo guasto, ogni più lieve disarmonia nel complesso strumento a corde.
Diventa accordatore al seguito del vecchio e ormai malato di Alzheimer Harry Horowitz, proprietario di un’apposita ditta. I due inizialmente lavorano insieme, girando per le strade di New York su un furgoncino malandato pieno di ninnoli e pupazzetti. I loro dialoghi sono esilaranti e a Harry manca il cervello, quasi del tutto l’udito (gli auricolari li ha messi in cassaforte e ha dimenticato la combinazione) ma non l’ironia e la capacità di far ridere a crepapelle. Fin quando un ictus o qualcosa di simile non lo costringe in un letto d’ospedale, praticamente in coma.
La moglie Maria, che lo ama moltissimo nonostante tutto, confessa a Niky che il marito è pieno di debiti, non ha più un penny e stanno per sequestrargli anche il furgone. Per aiutare il suo amico e maestro, il giovane entra in una spirale che lo porta a essere sotto ricatto da parte di una gang russa. Niky, infatti, oltre ad avere enorme maestria nel rilevare guasti e dissonanze, riesce anche – muovendo e ruotando – a scassinare complessi aggeggi che nascondono furti e bottini di enorme valore. Nel frattempo comincia a frequentare una ragazza cinese, Ruthie, pure lei bravissima sui tasti del pianoforte.
Una storia strana – quella di Tuner, l’Accordatore – inquietante nei suoi risvolti imprevedibili. Vicino al bravissimo Leo Woodall, troviamo uno strepitoso Dustin Hoffman, che a 88 anni è sempre lui. Il regista Daniel Roher (vincitore nel 2023 dell’Oscar per Navalny) riesce a scrivere con grazia, ritmo e suspense un lungometraggio che ci tiene agganciati sino all’ultima scena (soprattutto l’ultima).

Tuner, l’Accordatore – Canada-Usa 2026

Larivistaintelligente ha già pubblicato su questo film la recensione di Erica Arosio (clicca qui)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto