Qualche giorno dopo ferragosto, un caro amico, in vacanza nell’Apulia attraversata dalla antica Via Appia, mi ha inviato un messaggio segnalandomi dei momenti della sua vacanza in un villaggio. Chiosava sostenendo che avrebbero potuto fare al caso per un mio scritto.
Faccio mio, esponendo in prima persona, quello che mi ha rappresentato il caro amico che, nello stesso tempo, mi ha autorizzato al plagio del contenuto del suo messaggio.
Lo so. Non appena leggerete poche righe, infinite invettive giungeranno nei confronti dell’autore.
Comunque, invettive a parte, la piscina era avvolta in un’insolita tranquillità. Addirittura si presentava quasi deserta. Era l’ora del pranzo e nel rispetto del cartellone pubblicitario, che campeggiava lungo le pareti della immensa sala da pranzo e che così recitava “Perdi tutti i chili che hai messo in questi giorni”, tutti stavano dando fondo a tutto.
Solo io, libro alla mano, mi godevo il rigenerante, ma passeggero, fresco di una calata nella vuota piscina, circostanza che mi permetteva anche di abbozzare un po’ di bracciate.
Con me, dall’altro lato, quello dove si tocca ed è piazzata, al centro, la vasca idromassaggio, due personaggi da serie TV ambientata a Napoli. In pratica eravamo tre napoletani in piscina, quasi da protagonisti di vecchie barzellette.
Sarà stata la mise e la posa degli astanti, ma ho quasi avuto paura.
Sembrava quasi una perfetta scena da “Il Padrino” per eliminare i due.
Non è arrivato nessun killer, anzi i due sono andati via dopo pochi minuti e non li ho più incrociati fino alla sera, nel dopo cena per i giochi a squadre.
Càpitano dalla parte dove mi trovo anch’io. Siamo nella stessa squadra.
Mentre alcuni dello staff stanno spiegando i giochi, le regole, i punteggi, noto che i due si sono infiltrati tra i capitani (membri dello staff) della “nostra” squadra.
In pochi istanti, i due diventano i capitani/responsabili della squadra, non per cooptazione ma per usurpazione, iniziando ad esprimersi, microfono alla mano, non nella meravigliosa lingua napoletana, bensì in un moderno slang napoletano in chiave neo melodica e da serie TV.
Iniziano i giochi e “gli usurpatori” si fanno suggerire (è un eufemismo) le risposte dai membri dello staff che fungono da giuria.
Vogliono per forza vincere.
Nonostante tutto, gli dei – scriveva Ovidio – sanno sempre la verità, si arriva alla domanda decisiva.
Il suggerimento, forse per la difficoltà di comprensione del significato, non va a buon fine come, invece, per domande più semplici che hanno preceduto quella finale.
Io so la risposta, potrei suggerire direttamente all’usurpato responsabile/capitano membro dello staff e far vincere la “nostra” squadra.
Ma non gliela dico, anche se il suggerimento ai reali capitani componenti dello staff faceva parte del gioco.
In fin dei conti, i due non potranno mai mandarmi in esilio.
Ovidio e Augusto non sanno neanche chi sono, al massimo credono siano i nomi di due mastini.
(Mic L’ape 🐝)


E che ci tieni!