Caricamento

Digita la ricerca

Storia

Giorgio Ascarelli Un ebreo a Napoli

ROBERTO CALVINO
1.931 visite

Giorgio Ascarelli

Nel primo campionato mondiale di calcio disputato in Italia nel 1934, lo stadio di Napoli fu scelto come sede della partita Germania-Austria.
Gli organizzatori erano inquieti e preoccupati, avevano un problema da risolvere: lo stadio era intitolato a Giorgio Ascarelli, ebreo. Poteva mai una squadra di un paese nazista giocare nel campo di un paese fascista nello stadio dedicato a un ebreo?
Giorgio Ascarelli, fondatore e primo presidente dell’Associazione calcio Napoli, costruì quello stadio a sue spese nel 1930 e per pudore non lo intestò a se stesso, chiamandolo “Stadio Vesuvio”. Ma alcune settimane dopo l’inaugurazione, a causa di un attacco di peritonite fulminante, morì.
Per riconoscenza I tifosi e i concittadini cambiarono la denominazione in “Stadio Giorgio Ascarelli”. Ma quel nome alla vigilia delle leggi razziali doveva sparire, la memoria e i meriti dovevano essere cancellati. Il regime ribattezzò lo stadio con il nome “ Partenopeo” e tentò di oscurane il ricordo.
Industriale, filantropo, appassionato non solo di calcio ma anche di canottaggio e di vela (fu tra i fondatori del Real Circolo Canottieri Italia nella rinnovata sede sulla Banchina Santa Lucia), Giorgio Ascarelli fu un personaggio eccezionale: è bene rinnovarne la memoria, quando episodi di razzismo iniziano di nuovo a serpeggiare.

Tags:
ROBERTO CALVINO
ROBERTO CALVINO

Ha conseguito la laurea in lettere moderne, discutendo una tesi in storia della critica d’arte con Maria Luisa Dalai Emiliani. Ha collaborato con Roberto Leydi e Michele Straniero su temi riguardanti la cultura delle classi subalterne. E’ stato corrispondente dall’Italia per “La strada”, rivista pubblicata in Olanda. E’ stato docente di lettere nella scuola secondaria. Principali mostre a cui ha partecipato con lo pseudonimo di Felix Danton o con il proprio nome: Echi Urbani, Amarillo Art Gallery Reggio Emilia 2009; Immagina Arte. Reggio Emilia, 2009; San Quirico D’Orcia. Palazzo Chigi. Demone a ciascuno il suo sogno, 2010; Cortecce e Simmetrie. Sestante, Gallarate 2011; Carù. Parole suoni immagini. Riflettere. Sacrestia della chiesa monumentale di San Marco, Milano, 2012; Rive gauche/ droit en Anniviers, Festival dédié à la photographie d'auteur et de montagne. Grimentz, 2012; Da legno a segno " Spazio Ostini, Cuirone, 2014; 15 ème festival européen de la photo de nu, " Corps et texte ", Arles, 2015; Dalle parole alle immagini, dalle immagini alle parole, Gallarate, spazio Carù Museo Maga, 2017.

  • 1
Precedente
Successivo

Ti potrebbe piacere

Lascia un commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *