Non è facile raccontare gli anni feroci del fascismo e del nazismo per chi non li ha vissuti – ormai solo un esiguo numero di persone molto anziane – ma c’è chi riesce a ricreare l’atmosfera di quel tempo lontano con lucidità senza indulgere a sentimentalismi e frasi fatte.
C’è indubbiamente riuscita Maria Caterina Prezioso (Roma – 1961) che con il suo romanzo “I giorni pari”, ricostruisce le esistenze minute ma essenziali di due ragazzine, dei loro trascorsi, amori, perdite, substrati famigliari.
Italia 1940-1955: Sara e Silvana pur non essendosi mai conosciute sono una lo specchio dell’altra: medesima caparbietà e una volontà ferrea – seppure tante volte piegata e spezzata – ad andare avanti. Sara nasce a Roma in una famiglia ebrea, i suoi genitori Papa (senza l’accento sulla a) e Miriam, la amano moltissimo e proprio per questo decidono di allontanarla dalla capitale per il pericolo sempre più reale di essere arrestati dai nazi/fascisti. La ragazza viene spedita a Sperlonga – un dedalo di stradine e di vicoli affacciati sul mare, trova rifugio in una famiglia di pescatori (ignoranti e ottusi, così li definisce Sara) che vengono profumatamente pagati per occuparsi di lei.
Silvana, invece, non riceve alcun amore dalla madre Caterina che le preferisce la sorella Flora, bellissima e sfacciata; il cibo da dividere con gli altri fratelli è poco o nullo e visto che le disgrazie non vengono mai sole, la ragazzina soffre di una grave malattia polmonare, la tubercolosi, che all’epoca faceva strage di giovani donne e uomini.
Ricoverata al Sanatorio di Roma, viene curata dal prof. Fegiz, ebreo anche lui, ma talmente bravo e indispensabile da scansare con il suo prestigio le leggi razziali. Il dottor Fegiz decide che quella poco più che bambina così sensibile e intelligente vada salvata a tutti i costi e la sottopone a cure meticolose.
I personaggi che le due ragazze incontrano nei loro percorsi, saranno fondamentali, alcuni nel bene, altri nel male. Gli orrori del nazismo e del fascismo, per quanto poco conosciuti all’epoca, rosicchiano le loro aspettative di vita, ma la speranza in un mondo migliore (è un bene di cui non abbiano contezza nei nostri, di tempi) non cesserà mai. Tra i tanti che incroceranno le loro esistenze, noti patrioti antifascisti come Ingrao, Pertini e Nenni.
Chiuso il libro quelle due immaginette ti restano dentro e si ingigantiscono sempre più. Non occorre essere ricchi e famosi per essere amati e ricordati.
Maria Caterina Prezioso – I giorni pari – Arkadia ed. 2024 – 200 pagg.

