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Pensieri Letterari

IDEARE PAROLA INCANTEVOLE

GIORGIO VANNI
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Immagine di Giovanna Nuvoletti

Che incantevole parola.
Non ha spigoli. Rotonda, senza asperità e crudezze. Senza angoli o punte. Non ferisce e non taglia. E’ aperta.

I D E A R E. La D è dolce e la R, spesso lettera dura, dà invece energia e risolutezza.
Ha a che fare con il sogno, l’immaginazione, l’utopia, il fare, la creatività, l’amore.
Si, l’amore. Perché unisce sentimento a fisicità, azione a pensiero.

I D E A R E ha scritto le pagine più sublimi della storia umana.

I D E A R E è il volo della mente che non teme di precipitare; la complessa melodia del canto degli usignoli; le nuvole che disegnano forme nel cielo, le scompongono e le riplasmano in giochi eterni e sempre nuovi.

I D E A R E è l’onda vitale e perpetua del mare; l’ammissione della mente alle creazioni della Natura; l’essere e sentirsi Universo. E’ immortalità perché l’energia che sprigiona non avrà mai fine. Antitesi dell’odio e del disprezzo, della morte e della distruzione.

I D E A R E . Nessuno usa più questa parola che racchiude ciò che siamo di grande e inimitabile; quello che vorremmo e potremmo essere; il contributo di ognuno al migliorare se stessi e gli altri, la vita, il mondo. Peccato.

GIORGIO VANNI
GIORGIO VANNI

Ho iniziato a scrivere a 15 anni le cronache dei concerti del Grande Rock che passava per Roma. Né critiche né recensioni ma la trasmissione delle emozioni sull'onda della musica, specie il progressive. Ci presi gusto e tra lunghe pause, crisi, sopravvivenza e altro pubblicai il mio primo romanzo nel '98, "Oltre la nostra frontiera" da cui trassi uno spettacolo teatrale che ha girato un po' tra Roma, Napoli e l'Italia centrale. Poi venne "L'uomo che ritorna" e il copione teatrale "Damnatio memoriae" centrato sulla storia di Celestino V. Ammiro gli autori visionari come Orwell e Huxley, non mi so vendere, mi sento spesso un pesce fuori dall'acqua ma studio "cinismo" e "sarcasmo" da anni, purtroppo con scarsissimi risultati. Collaboro con LRì da agosto 2017 che ringrazio per la visibilità che mi concede e cerco di ripagarla con le mie "visioni", criticabili quanto si vuole ma quasi sempre fuori dal coro e non scontate.

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