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Pensieri Letterari

Il libro che non c’è

MAURIZIO GIARDI
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Illustrazione Stefano Navarrini ©

Si può recensire un libro inesistente? Credo di sì, per una ragione essenziale. È semplicemente il libro immaginato, desiderato, ma che ancora non esiste. Per questa ragione possiamo addossargli ogni desiderio, ogni finalità, ogni dilemma esistenziale risolto. Pensare al libro che ci cambia la vita (in quanti lo vorrebbero) oppure il libro che spiega le dinamiche dei comportamenti umani attuali. Sì, perché sono cambiate nel tempo e, in ogni periodo si è creduto che tali dinamiche fossero nuove. Nel libro che non c’è si trovano rapporti svelati, situazioni impossibili risolte in modo adeguato. È il libro di filosofia di vita e di un nuovo punto di vista apprezzabile, il testo del cambiamento e delle risposte. Il libro dell’amore mancato e di quello realizzato. Il libro della solitudine e del riscatto dalla timidezza, che insegna a parlare a chi non ha le parole. In cui trovi l’esempio da ripetere e i vizi da eliminare, dove tutto il senso va nella direzione cercata. Il libro della serenità che toglie la paura della morte. Chiaro e avvolgente con una storia originale di cui sentivamo il bisogno. Divertente e intelligente, adatto per gli adulti e per i bambini. Insegna la Pace e fa pensare.

Il libro che non c’è rinnova la letteratura e da un segnale di evoluzione. Insegna a scrivere e insegna a leggere tra le righe. Rende arte il non detto e ci fa vivere magnifiche descrizioni. Ci inocula il mistero senza svelare l’assassino. Ha un finale a sorpresa che mette voglia di rileggerlo tutto.

Un libro sicuramente da leggere che consigliamo vivamente, non dimentichiamo però che il libro che non c’è non lo scriverà mai nessuno.

Altrimenti sarebbe un’altra cosa.

 

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