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Costumi

Il mio cartolaio

LA REDAZIONE di LRì
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Uno dei motivi per i quali abito a Milano è il mio cartolaio.

È un uomo goffo e brutto, che ha più o meno la mia età. Gestisce un negozietto sotto casa mia. A differenza di altre mamme, sono sempre molto formale col mio cartolaio. Due penne, sei quaderni, grazie, buongiorno, buonasera, zero convenevoli.
All’inizio dell’anno scolastico, per l’acquisto dei nuovi libri, ma anche prima delle vacanze estive, il negozietto è zeppo. Ognuno ci mette il tempo necessario, mentre tutti dietro sbuffano, scalpitano, sono insofferenti. Tutti tranne lui che, sempre calmo, sorride, consiglia, lavora.
A volte ne esco viva solo dopo le 20.30, e non sono l’ultima cliente. Nervosa, chiedo rapida e con voce sterile quanto mi occorre, quasi fosse sua la colpa di tanta attesa.

Eppure il mio cartolaio mi ha salvato la vita.
Da sempre, sa prima di me la sezione scolastica assegnata a mio figlio. Conosce il suo nome, le sue maestre e i suoi libri, che ordina per noi prima ancora di chiederglielo.
Suggerisce le righe dei quaderni necessari agli alunni per ogni anno e le penne migliori da usare. Ha ben chiari i tipi di fogli e i colori delle copertine richiesti dalle insegnanti e consiglia la scelta più conveniente.
Conosce i bambini che fanno la festa di compleanno e le loro preferenze riguardo i regali, evitando con cura che ci siano doppioni.

D’estate, mentre tutti sono in vacanza, il mio cartolaio attende i cartelloni d’assegnazione delle scuole, scrive gli elenchi dei nomi dei bambini di ogni sezione e informa le madri con un sms.
Dal mio cartolaio i genitori consultano le liste delle nuove classi per capire quali nuovi compagni avranno i loro figli.
In una di quelle occasioni qualcuno, guardando la sezione del mio bambino, gli ha chiesto «se era lui quello con la mamma bella». Me lo ha riferito quasi vergognandosi,  era la prima volta che si prendeva una confidenza.
Un giorno d’inizio settembre, rientrando, trovo uno scatolone di libri già ricoperti con pellicole protettive. Sono i testi di mio figlio per la prima media. Sopra, in stampatello,  il suo nome e cognome.
Quante volte, se non ci fosse lui, dimenticherei qualche libro o qualche necessità: quante opportunità in più avrei per massacrarmi di sensi di colpa.
Il mio cartolaio questo servizio lo fa per tutti i bambini del quartiere.

È pertanto necessario che la prossima volta che mi verrà l’idea di trasferirci a New York, Parigi, Londra, Venezia, Rio, Hong Kong o anche soltanto Roma, prenda in seria considerazione il fatto che saremmo troppo lontani dal mio cartolaio.
E quindi, forse, non è il caso.

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