Il libro scritto dal maestro ungherese dell’apocalisse, come lo chiama Susan Sontag, è una sfida lanciata al lettore o forse una sfida che l’autore lancia a se stesso, o magari, come suggerisce qualcuno, una semplice constatazione sul tempo che passa, perché se Allen Ginsberg scriveva “Togliete le serrature dalle porte, togliete anche le porte dai cardini”, ora rimango alquanto incuriosito nel leggere che a pag. 25 il Professore, per ben ponderati motivi di difesa, non riusciva a capire nemmeno in quale punto fosse esattamente posizionata la porta, non metto punti fermi perché sto parlando del Ritorno del Barone, insomma questa cosa della porta, che una volta si auspicava fosse tolta dai cardini e invece ora non si riesce nemmeno a capire dove sia stata collocata per motivi di difesa, mi fa pensare che di questi tempi sia forse meglio barricarsi a casa o dove vi pare, considerato che il Professore sostiene che la porta sia stata costruita in modo tale da potersi aprire solo dall’interno e con manovre laboriose; sono per il momento arrivato a leggere fino a pag. 25, il Barone non è ancora ritornato, suppongo che prima o poi ritorni, chissà cosa accadrà, quindi, se volete sapere qualcosa in più di questa storia e non mi riferisco solo alla porta, perché il Barone aleggia anche quando non si vede, posso dirvi che in Italia il libro è pubblicato da Bompiani e che la traduzione l’ha fatta Dóra Várnai, poi, se in questi giorni grigi sia meglio barricarsi e predisporre complicate manovre di apertura della porta, vedete voi, per quanto mi riguarda, mentre ascolto una canzone di Henry Salvador, sto provando a sfogliare la pag. 26, ma vi consiglio di cominciare da pag. 5, e se qualcuno obietta, perché c’è sempre chi obietta qualcosa, che non si scrive di un libro intitolato Il ritorno del Barone avendo letto solo 25 pagine senza aspettare che il Barone compaia, non saprei cosa rispondere se non che le poche volte in cui sono stato rapito da un libro, e se qualcuno non l’avesse ancora capito, questa è una di quelle, lo sono stato leggendo non 25 pagine, ma due righe.

La copertina del libro di László Krasznahorkai
Allen Ginsberg Susan Sontag Tempo che passa

Ogni epoca ha il suo Barone…
👍🏻👌🏻
«Ho detto migliaia di volte che avrei sempre voluto scrivere un solo libro. Non ero soddisfatto del primo, ed è questo il motivo per cui ho scritto il secondo. Non ero soddisfatto del secondo e così ho scritto il terzo, e così via. Ora con il Barone, posso chiudere la storia. Con questo romanzo posso davvero dire di aver scritto un solo libro nella mia vita. Questo è il libro – Satantango, Melancolia, Háború és háború e il Barone. Questo è il mio solo libro.»
Dóra Várnai, traduttrice del Ritorno del barone è una figura di rilievo nel panorama editoriale. Tradurre non è mai semplice, soprattutto se la lingua originale appartiene al ceppo ugrofinnico, come l’ungherese. “ La sintassi ungherese è quasi opposta a quella italiana, ossia con l’ordine delle parole invertito, il che considerando la lunghezza delle sue frasi comporta non poche difficoltà”, ha dichiarato in un’ intervista. La cosa che affascina nella sua traduzione è come sia riuscita a mantenere ritmo e musicalità, in un’opera così complessa. Un link per conoscerla meglio: https://www.comesipronuncia.it/news/dora-varnai-la-traduttrice-italiana-del-premio-nobel-per-la-letteratura-2025-435