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Scienza

La luna e i terremoti

ANDREINA SWICH
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Esiste la possibilità che i terremoti sulla terra siano riconducibili alla fasi lunari? In tv ne parlano, ma no, non è vero.
No, è la risposta della comunità scientifica, anche se esistono fenomeni sui quali la luna ha una influenza. Provata quella delle maree, frutto di tradizioni popolari quella della crescita di unghie e capelli, o dell’imbottigliamento del vino. E poi le nascite – un fatto non proprio provato scientificamente – che tuttavia raggiungono dei picchi in fase di luna piena.
No, ribadisce la comunità scientifica, che si basa su prove certe e su rigorose osservazioni oltre che ovviamente su basilari argomenti in materia di astrofisica, geofisica, geologia e analisi frutto di secoli di studio.
Certo, luna e terra si attraggono fino a deformarsi, si respingono, ruotano insieme in un balletto eterno intorno al sole. Noi vediamo il faccione con gli occhi e la bocca, sappiamo molto bene cosa siano in realtà, ma ci piace ancora alzare il naso, scrutare il cielo e vederla lì, la luna, che ci osserva sorniona e ci facciamo rapire.
A dispetto di ogni dato scientifico ci piace pensare che accolga i nostri desideri, che influenzi il nostro umore (avere la luna storta, essere lunatici), che modifichi il corso degli eventi e appena ci soffermiamo su questa improbabile magia dimentichiamo secoli di analisi, calcoli e osservazioni di rigorosi astronomi, fisici e matematici.
Eppure dare la colpa alla luna e al suo eterno ruotare insieme alla terra, ammanettate senza scampo dalla forza gravitazionale, e poter pensare che questo legame comporti anche la facoltà del piccolo satellite di rompere, spostare la crosta terrestre, come una vendetta, come una rivalsa, una dimostrazione di indipendenza, ah sì, sarebbe fantastico.
Un inno all’ignoranza, rimproverano gli scienziati. Forse, e forse ci renderebbe ancora più fragili, più esposti al caso e alla precarietà, ma avremmo un colpevole da maledire, un nemico da combattere o anche solamente da temere. O un dio del male da adorare fino a compiacerlo, rendendolo appagato della nostra devozione e finalmente placarlo. Cosa che in fondo può far comodo.

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-Una Donna Turchese di A.Swich - 2009, Dalai editore-

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