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La lunga notte dei server

PAOLA GIANNELLI
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La scorsa notte, intorno alle 2:30 sapevo cosa fare: l’iscrizione di mia figlia in prima media. Dal 21 gennaio ci siamo scoperti un popolo di genitori internauti. E pazienti.
Mattino. Per la registrazione al servizio iscrizioni on-line è necessario il documento d’identità. Si parla direttamente con lo Stato che ha bisogno ogni volta dei nostri dati. Amorevole e distratto. Le istruzioni raccomandano anche di identificare il codice meccanografico della scuola, la definizione evoca le classi degli anni ’70. Con il codice fiscale di mia figlia accanto alla tastiera, sono pronta a trascorrere una ventina di minuti on-line. Facile, moderno, veloce. Alla faccia di quelli che si aspettavano server sovraccarichi e lenti. Ehm.
Riporto la mia casistica.
La password arriva in ritardo. Quando digito username e password per l’accesso, il sistema non riconosce l’account o la password. Non è ben sicuro.
Provo a recuperare entrambi, ma il server con uno sbuffo di supponenza, non mi prende neanche in considerazione. Lo stesso server va in sovraccarico di lì a poco (ben gli sta) con un indefinito messaggio di security check. Nel corso della giornata accedo alla scheda di iscrizione più volte, ma vengo sbattuta fuori. In serata mi arrendo.
Sveglia durante lo slot notturno, scopro che il modulo di iscrizione ha qualche problema con mio marito e non riconosce il suo codice fiscale. E’ sicuramente giusto, usato decine di volte.
Lo controllo più volte, ricalcolo, copio e incollo, digito con e senza spazi, caratteri maiuscoli e minuscoli. Esco e riaccedo alla procedura. Niente. Il modulo non mi fa proseguire e mi esorta, inesorabile, a controllare la congruenza dei dati dell’altro genitore.
Per un attimo la mente si blocca. Si palesano scenari burocrapocalittici di assenza della scheda anagrafica di mio marito nel cervellone centrale dello Stato, errori nel certificato di matrimonio, scambio di persona, ricorsi al TAR. Poi, in fondo alla schermata, rileggo la scritta in rosso. “Se volete indicare i dati dell’altro genitore, indicateli in maniera completa”. Interpreto. I dati dell’altro genitore non sono un obbligo. Sono ormai le quattro del mattino e decido di fare a meno di mio marito che dorme ignaro accanto a me.
Ce l’ho fatta, insonne e con marito in nero, ricevo una mail che mi informa che nostra figlia corrisponde all’iscrizione 13.975. Di qui al 28 febbraio verranno iscritti circa 1,7 milioni di studenti; l’iscrizione on-line è obbligatoria. Onore e merito a tutti i genitori, fratelli, zii, nonni, segreterie che ci sono riusciti prima di me e che seguiranno.
E ora vado a dormire.

 

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PAOLA GIANNELLI

Pugliese d’origine, milanese d’adozione, mamma, moglie e blogger (Parla con noi di Repubblica D e Stavo Giusto Pensando) ho sviluppato il mio percorso professionale all'insegna della curiosità e delle nuove opportunità. Ho iniziato la mia carriera come ricercatrice economica nel settore dell’economia agroalimentare presso il centro studi Nomisma subito dopo il conseguimento del master in International business administration negli Stati Uniti, per poi approdare alla consulenza direzionale di tipo strategico in CAP GEMINI Ernst & Young. Sono ora consulente indipendente, specialista in internazionalizzazione delle imprese del Made in Italy sui mercati esteri, asiatici in particolar in particolar modo, e annovero un passato da globe trotter per necessità (dagli Stati Uniti, Brasile e Argentina, alla maggior parte dei Paesi del Sud-est asiatico, passando per l’Europa). Precocemente attratta dalla scrittura che mi ha portata a buttare giù appunti e storie sui supporti più disparati (dagli scontrini del supermercato, ai sacchetti del pane, al palmo delle mani). Negli ultimi anni ho sviluppato una seconda focalizzazione professionale partita con l’adesione al progetto di Ellerì.

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