Il fascino delle storie umane è, spesso, nelle cose minime, quelle che ci riconducono alle parole indimenticate delle mamme e delle nonne, che le sussurravano a un orecchio ingenuo, disposto a credere.
La vicenda del pargolo strappato dalla Beata Vergine al Demonio, possibile che non ci sia stata raccontata almeno una volta attorno a un braciere?
Prendiamo in esame una devozione particolare, quella di Santa Maria del Soccorso, che trae origine nei secoli che vanno dal XIV in poi, devozione praticata in molte aree del Paese, specialmente ove si erano insediati gli Agostiniani.
Ebbene, la Signora del Cielo, dolcissima e protettiva nelle iconografie tradizionali, si trasfigurava in una citazione minacciosa, seppure a fin di bene. Moltissime e anche di pregio le rappresentazioni pittoriche della Madre di Dio munita d’un robusto randello, pronta a percuotere il Maligno. Parliamo di un culto Mariano la cui origine viene fatta risalire a una miracolosa guarigione, avvenuta a Palermo nel 1306, di un monaco in fin di vita per una grave malattia.
La notizia del prodigio si diffuse rapidamente e la benefattrice fu denominata “Madonna del Soccorso”. Tutto sommato, un’origine tipica che sarebbe stata rimossa in breve tempo, se la vulgata popolare non avesse contemporaneamente elaborato un secondo mito, relativo alla protezione accordata da Maria a una mamma e un bambino, minacciati dal diavolo.
Una genitrice sciagurata, giunta, in preda all’ira, a invocare l’inferno perché si portasse via un fastidioso figlio in preda ai capricci. Che inaccettabile leggerezza! non erano forse note le inclinazioni del signore delle tenebre, pronto a tessere la tela del Male nella sua lotta contro il Sacro? Ecco che l’invocato si presenta immediatamente all’appello con l’intento di impossessarsi dell’innocente creatura.
A quella vista, la madre pentita non può che invocare una forza contraria, che annulli l’intervento di Satana. “Soccorso, Vergine Maria!” è il grido di dolore, raccolto dalla campionessa dei deboli: la Madonna interviene annunciandosi con un bastone in mano per mettere in fuga l’insidiatore, mentre il bimbo, riavutosi dal terrore, si rivolge confidente alla Vergine, quasi a farsi scudo del suo manto.
Gli appartenenti all’ordine agostiniano, nelle loro peregrinazioni, avranno preferito quindi diffondere questa versione pop del primato del Bene, dedicando proprio alla Madonna, in quell’atteggiamento, numerosi templi.
Si consolidò la tradizione iconografica che rappresenta la Madre di Dio nell’atto di percuotere il demonio. Con quella immagine si voleva trasmettere ai fedeli la forza della Divinità contro il peccato.
Dal XIV secolo in poi, specialmente in Italia centrale, si rilevano molte composizioni relative a questi “contrasti” tra la Madonna e il Diavolo. Sappiamo però che Maria, di norma, nella infinita sua bontà, non picchia nessuno, se non ne è costretta per la salvezza delle anime in pericolo.
Anzi no, perché almeno per una volta in Italia si attribuirono alla Beata Vergine inclinazioni alla violenza. Provare per credere: con tanto di pseudo preghiera scritta dal giornalista Asvero Granelli, accreditato come figlio segreto del Duce, fu inventata nel ventennio una Madonna del Manganello, che rimandava a tristi bastonature grazie a quello strumento squadrista “che rischiara ogni cervello… sol quello che il fascista adorerà”.

Giovanni Pagani -Vierge du secours - Musée du Petit Palais (Avignone)
Bene e male Maria vergine Religiosità

Ora che lo so, ogni tanto la invicherò anch’io. Una bella bastonata, diavolo o non diavolo, quando ce vo’ ce vo’.
buona idea! 👍😊😉