La palla di Natale

La finestra si è aperta all’improvviso e un colpo di vento ha investito l’albero di Natale. Le palline si sono messe a oscillare spaventosamente cercando di aggrapparsi ai loro gancetti. Anche tu, la mia palla prediletta, che da sempre occupi il posto d’onore al centro dell’albero, oscilli senza ritegno come tutte le altre.
Ricordo la prima volta che ti vidi, eri in mezzo a un cesto di palle lucenti, ma tu mi sembrasti subito la più bella, non avevo occhi che per te. Ti presi delicatamente fra le mani, sollevai il braccio per vederti meglio alla luce della lampada e mi sembrasti un sogno.
Mentre la commessa ti incartava già tremavo nel timore che ti potesse accadere qualcosa. Ti portai a casa trionfante con il cuore pieno di gioia, mi sentivo la principessa di una fiaba. Poi, tutti gli anni, finite le Feste, ti riponevo in una scatola foderata di velluto, distinta da tutte le altre, non senza averti accarezzata un’ultima volta prima di chiudere il coperchio.
Ora, passati tutti questi anni, ferma nella stanza, ti guardo stupita vacillare al primo colpo di vento nonostante tu stia nel posto più protetto dell’albero. Ho chiuso la finestra e la pace sembra essere tornata, ma nel cuore della notte un rumore sordo proveniente dal salotto mi fa sobbalzare nel letto. Accendo la luce e lì, frantumata in mille pezzi sul pavimento, giace la mia palla.
Guardo i frammenti ancora incredula che sia potuto accadere e non trovo più nessuno splendore che mi ricordi il bell’ornamento che eri. Prendo una scopa e ti tolgo di lì. Il resto della notte la passo insonne. La mattina di buon’ora sono già in centro per le ultime commissioni, ho caricato la macchina con tutto quello che mancava e posso tornare a casa. Metto in moto e m’incanalo nella fila di automobili in attesa che il semaforo dia il via libera, ma si procede a passo d’uomo.
Per passare il tempo scorro svogliatamente lo sguardo sulle vetrine addobbate all’inverosimile, luci, stelline, cascate di fiocchi di neve argentati e alberi zeppi di ornamenti luccicanti, quando, all’improvviso, il mio sguardo cade su una palla di Natale che campeggia in una vetrina.
Fermo la macchina di colpo e incurante dei clacson rabbiosi che mi si scagliano contro scendo dalla macchina e sono già nel negozio. La prendo e non la faccio neanche incartare. E’ bella, la più bella palla di Natale del mondo. La guardo poggiata sul sedile accanto a me, l’accarezzo con lo sguardo mentre torniamo verso casa.
Stasera le metterò un nastro di velluto rosso e l’attaccherò lì, nel posto d’onore, al centro dell’albero.

 

2 commenti su “La palla di Natale”

  1. Anch’io ho una palla di Natale preferita, rossa e lucida e trasparente e luminosa. È ancora incartata, protetta da tutto persino dal mio sguardo.

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