La potenza di Pitagora

Ci sono parole che arrivano dirette e chiare solo in sogno. Poi le perdiamo, non ne resta più traccia, come non fossero mai esistite. Uno parimpari, mi sono svegliata così stamattina, e ancora ci penso. Ricordo l’illuminazione che mi folgorò quando, sedicenne, la appresi dalla voce irresistibile di Libero Villone, indimenticato Maestro e mio professore di filosofia che ci raccontava di Pitagora, permettendoci di incamminarci verso la verità, di intuirne la potenza, di avere fiducia nel pensiero e in noi, nella realtà, nel mondo. Lo riconobbi tra le righe di un bellissimo romanzo “Il terrazzo della villa rosa“, di Maria Orsini Natale, che avevo invitato a parlare con le mie quinte classi, amando molto la sua scrittura. Tra i personaggi c’era lui, per me riconoscibilissimo, nonostante il nome cambiato. Quando chiesi all’autrice se fosse proprio lui il trotzkista filosofo militante, amante di musica classica, della vita e della rivoluzione permanente, mi trafisse con uno sguardo stupito e grato “Si, certo, che bel regalo mi hai fatto, l’ho descritto bene, dunque!” Il parimpari è anche quest’armonia che ritorna, talvolta in sogno.

10 commenti su “La potenza di Pitagora”

  1. Elena Ottaviani

    Per me questa lettura mattutina è stato un bel buongiorno, leggerò il libro che citi, grazie per la condivisione di ricordi, di emozioni, di letture e di te❣️

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