La_realta_e_un_pretesto

La realtà è un pretesto

I giornali non sanno più cosa farsene

Un giornalista d’inchiesta si imbatte per caso in un fatto.
Non può che indagare.
Per curiosità, forma mentis, istinto, perché questo è il suo mestiere: cercare, capire, scrivere senza semplificare, senza – dunque – mentire.
Per senso del dovere: costringersi e costringere a guardare l’orrore, quello di un omicidio (una ragazza, ma non solo), quello delle marce connivenze, dilaganti.
Anche per dignità: vecchio cronista, in auge ai tempi di Mani pulite – mani da rilavare – Franco Cataldi a cinquant’anni compiuti reagisce al senso di spaesamento negli orrori quotidiani che rischia di annichilirlo.
E non molla, nonostante tutti i colleghi che gli erano ingiustamente passati davanti in tanti anni di servizio. Servizio: questo è – era? – il termine; non lavoro, non carriera: servizio, allo studio, all’inchiesta, alla scoperta, alla verità che è insieme cura e guarigione.
Ci sono in giro gli avanzi della torta spartita per Expo: Milano, la grande Milano ridotta a cliché, nel 2015 deve ancora fare i conti con le risultanti del «patto lubrificatore», le ‘ndrine, il malaffare, i “suicidati”, i CDA. Chi si siede nei CDA? Di chi sono i deretani poggiati su quelle poltrone? E quali, e quante altre poltrone occupano? E come ci sono arrivati, a sedersi lì, a che titolo? Poltrone e cattedre. A chi sono in mano le cattedre? A chi sono affidati gli studenti? In quali ambienti si muovono e quali divertimenti cercano?
Franco Cataldi gira a Milano di notte su un vecchio Benelli. Lo segui, anzi, monti in moto con lui, ti aggrappi alle sue magliette sudate nell’afa ambrosiana, perlustri zone che conosci – le hai viste sempre di giorno e hai sempre evitato di girarci di notte. Ma che cambia? Niente. Anzi, meglio vedere, meglio portare alla luce la verità perché la ferita/à possa guarire.
L’omicidio, che il titolo di questo giallo annuncia, è efferato. Scoprire la verità porta negli abissi dell’animo umano, nelle perversioni più bieche che la scrittura di Giampaolo Spinato descrive e racconta suggerendo rimandi colti ad ogni lemma. Una scrittura agile ma al contempo prodiga di riflessioni e spunti per indurle.
«La storia che vi raccontiamo oggi» deve smettere di essere quella «geniale idiozia di successo» ripetuta da tutti in TV. Ci vogliono gli scrittori; e i giornalisti che sanno scrivere.
Attendo dunque le prossime indagini di Franco Cataldi. Per quel che mi riguarda, gli sono già affezionata; anche perché è interista.

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